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lunedì 19 novembre 2018


Interpoma, ombelico della mela globale

Cosa si vende in Italia? Tra le tante cose, le idee. E le idee attorno a Interpoma 2018 non sono certo mancate.
La fiera internazionale per la coltivazione, conservazione e commercializzazione della mela ha, infatti, messo in vetrina tutto quello che riguarda la filiera. Non solo vivaismo, meccanica, packaging, fino alla logistica, ma anche biodiversità, coltivazione biologica, strumenti di Politica agricola comune (in particolare dall’ultimo Regolamento Omnibus che rafforza il ruolo delle Op con conseguente maggior potere contrattuale per gli agricoltori) e nuove accordi distributivi attraverso i Centri agroalimentari, fino all’area degustazioni per assaggiare, per la prima volta all’interno dei padiglioni, i prodotti derivati dalla trasformazione delle mele.


Quest’anno, poi, c’è stata anche la prima edizione dell’Interpoma Technology Award, il contest riservato alle novità nel campo dei macchinari e delle tecnologie esposte in fiera organizzato da Fiera Bolzano in collaborazione con la Facoltà di Scienze e tecnologie della Libera Università di Bolzano e la Soi, Società di ortoflorofrutticoltura italiana. Per la categoria Field si è aggiudicata il premio l'azienda CBC Europe - Biogard Division, mentre per la categria Post harvest il vincitore è stato Biometic, divisione Microtec.



Idee e spunti anche dalla convegnistica.Come ha ricordato Ersilia Di Tullio, responsabile cooperazione di Nomisma, al convegno “La sostenibilità come fattore di competitività per le Organizzazioni dei produttori ortofrutticoli nel contesto della Pac 2020”, la superficie di meleti in Trentino Alto Adige (il 91% a produzione integrata) rappresenta la metà del totale nazionale e la produzione della regione vale 417 milioni, il 32% della produzione nazionale di mele. Quasi una mela su dieci in Europa è prodotta in Alto Adige. Una filiera con elevati valori economici di grande impatto sul territorio, sia a livello nazionale che locale.
La diffusione del biologico rappresenta solo l’aspetto più evidente di un processo di progressiva maggiore attenzione al ricorso a sistemi di produzione a ridotto impatto ambientale (non solo in fase di difesa): nel 2017 i meleti bio coprivano 6.201 ettari (il 12% del totale nazionale), di cui 2.311 in conversione; la variazione percentuale dal 2012 al 2017 è passata dal 37 al 55%.



“Non dovete temere di rafforzare la vostra posizione, frutto di lavoro e cooperazione eccellenti, sul mercato europeo e internazionale Il regolamento Omnibus, voluto dal Parlamento europeo, ha fornito alle Op e alle Aop tutti gli strumenti per farlo ed è sempre più vicina l'apertura del mercato Usa per mele e pere – ha aggiunto Paolo De Castro, primo vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo - Il rafforzamento delle prerogative negoziali degli agricoltori europei e delle loro Op grazie al Regolamento Ombibus è stato sancito dalla Corte di giustizia europea, che ha fatto ulteriore chiarezza in materia di superiorità della Politica agricola comune rispetto alla Politica di concorrenza europea”.



Intanto, al convegno internazionale “Mercati all’ingrosso e centri agroalimentari: criticità e prospettive di sviluppo”, organizzato dall’Associazione nazionale direttori mercati all’ingrosso in collaborazione con l’Unione dei Mercati della Germania, la Camera di commercio di Bolzano e la Fiera di Bolzano con Interpoma, l’analisi delle criticità esistenti ha portato all’avvio di un percorso comune per lo sviluppo del comparto con l’Unione dei Mercati della Germania: da una parte l’Italia - produttore di una gamma vastissima di prodotti ortofrutticoli freschi, con una biodiversità unica al mondo (elementi che, in parte, spiegano l’elevato numero di strutture mercatali presenti nel territorio italiano) e, dall’altra parte, la Germania, grande Paese di consumo e di ridistribuzione di prodotti ortofrutticoli freschi.
Il programma tocca un argomento cruciale in questo momento: l’accesso ai nuovi mercati. E lo affronta parlando di apertura, innovazione e gioco di squadra.



Sabato mattina, poi, il convegno organizzato da Fiera Bolzano e Associazione nazionale Le donne dell'ortofrutta è tornato sulla necessità, per le mele italiane, di entrare in nuovi mercati. Tema affrontato da Giulia Montanaro di Assomela e - grazie all'utilizzo di varietà specifiche, quali Pink Lady, la logistica e i Free Trade Agreements - da Silvia Carpio del Gruppo Mazzoni, Linda Carobbi di Savino del Bene, e Micol Bertoni di Alleanza delle Cooperative Italiane - Agroalimentare.

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