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lunedì 19 novembre 2018


Grandine in Cile, ecco la conta dei danni

Ciliegie e uva da tavola sono le produzioni agricole più danneggiate dalle tempeste di pioggia e grandine che, la scorsa settimana, hanno colpito pesantemente le zone centrali e meridionali del Cile. Secondo Jorge Valenzuela, presidente della Federazione dei produttori Fedefruta, nel settore della frutta si calcolano perdite per almeno 200 milioni di dollari (circa 175 milioni di euro), la metà dei quali riguardano il comparto cerasicolo.

"In 50 anni - ha detto Valenzuela alle tv nazionali - non ho mai visto un evento così violento, con chicchi di ghiaccio di grosse dimensioni piovuti dal cielo per più di 20 minuti".

In base alle informazioni fornite dal presidente, la grandine è caduta su circa 30mila ettari di frutteti (quasi il 10% della superficie nazionale), nei quali si registrano percentuali di danno variabili dal 10 al 100%. Tra i vari prodotti, le ciliegie a maturazione precoce risultano essere le più penalizzate, ma le perdite sono ingenti anche per l'uva da tavola, che si trovava in fase di fioritura. 



La Federazione, nel frattempo, ha chiesto al Governo di attivare subito meccanismi di sostegno per aiutare i piccoli produttori. Si richiede, allo stesso tempo, l'apertura di specifiche linee di credito per favorire gli investimenti atti alla protezione degli appezzamenti (coperture, reti, ecc.), quale mezzo di prevenzione per il futuro.

"Siamo molto preoccupati per i danni subiti dalle coltivazioni di ciliegie, uve da tavola, mele, pere, pesche, nettarine, prugne e mirtilli - ha sottolineato Antonio Walker, ministro cileno dell'Agricoltura che, nei giorni scorsi, ha visitato le zone più colpite - Questo evento non modificherà però i piani di sviluppo del nostro settore che, attualmente, cresce a un tasso annuo del 5,5%".



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