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giovedì 15 novembre 2018


La Commissione Ue dà fiducia ai nuovi Ogm

La direttiva Ue sugli Ogm dovrebbe essere rivista e aggiornata per "riflettere lo stato attuale delle conoscenze ed evidenze scientifiche". E' il parere dell'organismo di consulenza scientifica della Commissione europea (Scientific Advisory Mechanism, Sam) sulla sentenza della Corte di giustizia Ue che il 25 luglio scorso ha equiparato la procedura di autorizzazione dei prodotti delle nuove tecniche di incrocio e selezione genetica per le piante a quella degli Ogm. Si tratta di tecniche affermatesi dopo il 2001, anche molto diverse tra loro, per comodità definite di editing del genoma che permettono di ottenere prodotti "potenzialmente più sicuri rispetto ai prodotti di mutagenesi casuale".

"Come scienziato - ha dichiarato il commissario Ue, Vytenis Andriukaitis - vedo un grande merito nel tenere il passo con le innovazioni, per questo incoraggio una discussione su come noi, in quanto società, vogliamo andare avanti con questioni come l'editing genetico".

L'Associazione Luca Coscioni saluta il parere critico che invita le istituzioni europee ad agire per "riflettere lo stato attuale delle conoscenze ed evidenze scientifiche" in modo da aggiornare le normative continentali in materia di editing del genoma vegetale.

"A seguito della sentenza della Corte di giustizia europea del 25 luglio scorso - ha affermato Marco Perduca, che dirige le attività internazionali dell'Associazione - abbiamo organizzato appuntamenti pubblici a Roma e Milano in cui, assieme ai dirigenti della Federazione italiana scienze della vita (Fisv) e della Società italiana di genetica agraria (Siga), abbiamo mangiato pubblicamente del riso editato geneticamente per chiedere al Governo come avesse recepito la decisone della Corte del Lussemburgo che equipara la procedura di autorizzazione dei prodotti delle nuove tecniche di incrocio e selezione genetica per le piante di nuova generazione, sviluppate dopo il 2012, a quella degli Ogm regolamentata da una direttiva del 2001. Torneremo a chiedere chiarimenti anche perché l'incertezza del Diritto crea problemi strutturali alla ricerca italiana".

Ufficio stampa Associazione Luca Coscioni


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