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mercoledì 14 novembre 2018


Uva da tavola, «Bella vigna» premia l’innovazione

Parlare di produzione di uva da tavola in Europa vuol dire parlare di Spagna e Italia, ma più precisamente di Sud Italia. Infatti, il 60% dell'uva da tavola italiana è coltivata in Puglia, di seguito ritroviamo la Sicilia con il 33%, la Basilicata e il Lazio con il 3% e la Sardegna con l'1% (dati Ismea 2016). Circa un grappolo su due giunge sulle tavole dei consumatori europei (475 mila tonnellate) ed extraeuropei, generando così un giro d’affari di 660milioni di euro (dati Ismea2017).

Nuove professionalità in vigneto grazie alla tecnologia
Quello dell’uva da tavola è un comparto complesso, formato da innumerevoli anelli di una catena all’interno della quale sempre più spesso trovano posto, oltre a produttori, tecnici di campo, commercianti ed esportatori, anche ingegneri, programmatori, sviluppatori di software, esperti di robotica e sensoristica.

Non siamo più i primi della classe per volumi
Oggi, nella classifica globale, il nostro Paese siede al 4° posto tra gli Stati produttori dopo Spagna, Cile e California. Il motivo della retrocessione? Il comparto non è stato del tutto in grado di cogliere la sfida tecnologica che sta investendo e trasformando profondamente l'agricoltura in questi ultimi anni.

Il Premio Bella Vigna 
Il Premio Bella Vigna, giunto quest'anno alla terza edizione, nasce proprio con l’intento di restituire valore ai produttori di uva da tavola che hanno accettato la sfida dell'innovazione adottando nei loro impianti soluzioni rispettose dell'ambiente e tecnologicamente innovative (ad esempio sesti d’impianto più ampi, gestione della vigoria, inerbimento e minima lavorazione del suolo, stazioni meteo, modelli previsionali delle malattie, software per la gestione dell'irrigazione ed impianti irrigui più efficienti, nuove varietà ecc). Tutti mezzi che si sono rivelati fondamentali per salvaguardare la qualità del prodotto anche durante un’annata come questa, particolarmente difficile a causa delle avversità climatiche.

Nel corso dei tre anni gli iscritti al concorso sono cresciuti, segno che sempre più imprese agricole hanno deciso di investire in innovazione. Quest'anno ben 21 aziende, che complessivamente gestiscono la loro produzione su più di 300 ettari, sono riuscite a passare la prima fase selettiva. Si tratta di grandi realtà pugliesi situate negli areali di Bari, Bat e Taranto. La squadra del Premio Bella Vigna, formata dallo staff dell’Associazione e da quattro giurati, ha visitato i vigneti di uva da tavola candidati e divisi in due categorie: precoci e tardive.

La premiazione 
Per conoscere i cinque vincitori del Premio Bella Vigna 2018 (primo, secondo e terzo posto, Gran Premio Sostenibilità e Gran Premio Innovazione) saremo costretti ad attendere giovedì 22 novembre. Come di consueto la serata di gala, che si svolgerà a Monopoli presso la masseria “Il Melograno”, alla quale sarà possibile partecipare solo su invito, sarà anche l'occasione per ospitare ed ascoltare gli speech di esperti del settore agroalimentare dalla caratura internazionale. Quest’anno prenderanno parte: Thomas Drahorad, presidente Ncx Drahorad, Domenico Liturri, marketing & sales manager di Agricoper e Giovanni Raniolo, presidente del Consorzio di tutela uva da tavola Igp di Mazzarrone. La serata sarà una vera e propria festa durante la quale la massima attenzione sarà rivolta alle aziende agricole partecipanti al concorso. Le stesse che hanno deciso di mettersi in gioco mostrando orgogliosamente il grado di innovazione e di sostenibilità della loro produzione di uva da tavola.

Fonte: Ufficio stampa Premio Bella Vigna


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