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giovedì 8 novembre 2018


Eima, arriva anche Centinaio

"Toccato" dai richiami del presidente di Federunacoma, Alessandro Malavolti, il ministro delle Politiche agricole e del turismo, Gian Marco Centinaio, oggi sarà all'Eima di Bologna.
Alla vigilia della rassegna internazionale, infatti, Malavolti aveva denunciato l'assenza del Governo e, in particolare, quella del responsabile del Mipaaft.

"Sarei dovuto andare in Cina per una missione organizzata già da tempo con l’obiettivo di confrontarmi con la comunità imprenditoriale italiana, consolidare i rapporti economici attraverso accordi mirati e aprire nuovi sbocchi commerciali sia per il Made in Italy agroalimentare, che per il turismo. Impegni istituzionali improrogabili mi hanno, invece, trattenuto in Italia - ha detto Centinaio - Domani, quindi potrò essere a Bologna alla 43esima edizione dell’Esposizione internazionale di macchine per l’agricoltura e il giardinaggio dove non incontrerò il presidente di Federunacoma, Alessandro Malavolti, che mi sembra abbia già avuto il suo quarto d’ora di visibilità, ma gli operatori del settore che mi hanno contattato per confrontarsi seriamente in maniera propositiva, dando così loro risposte e sbloccando situazioni rimaste congelate dalla passata legislatura”.

A parte le polemiche, ieri la prima giornata del Salone ha visto una fitta partecipazione di pubblico già dall'inaugurazione. Intensa anche l'attività convegnistica che ha affrontato tanti temi di attualità.


Il taglio del nastro con il presidente e l’amministratore delegato dell’associazione delle industrie del settore, Alessandro Malavolti e Massimo Goldoni, il sottosegretario alle Politiche agricole, Franco Manzato, il sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, il presidente della Regione Stefano Bonaccini, il presidente di BolognaFiere Gianpiero Calzolari e Matteo Masini dell’Ice

Allarme acqua: l’agricoltura assorbe quasi il 70% delle risorse mondiali
La scarsità idrica e i nuovi sistemi di irrigazione smart ieri sono stati al centro di due confronti tra esperti del settore. Settore considerato tra i più idrovori, con un prelievo medio di acqua che nel mondo è pari al 69% del totale. Ma le nuove tecnologie, tra sensori, droni e satelliti, possono portare a un risparmio di acqua del 30% per fare fronte anche all’aumento della popolazione. Al primo, “Risorse idriche, una sfida globale”, Stefano Baldi ha presentato una ricerca del centro studi Nomisma secondo la quale i terreni coltivati irrigati a livello internazionale sono in crescita e oggi pari a 334 milioni di ettari, il 20% del totale. Ma il futuro, con l’aumento della popolazione mondiale, richiede nuove strategie per produrre più cibo con meno acqua. La tecnologia arriva in aiuto, tra sensori capaci di misurare l’umidità del terreno e satelliti in grado ogni cinque giorni di fornire dati preziosi anche sullo stato di salute delle piante. Satelliti, sensori, reti wireless, centraline meteo devono, però, essere integrati in un unico sistema e occorrono campagne di sensibilizzazione degli imprenditori agricoli per favorire il trasferimento tecnologico, come è emerso dal secondo convegno, “Il monitoraggio con i droni per ottimizzare le risorse idriche”. Tra le innovazioni presentate, Agrimap.Eu, un nuovo sistema di monitoraggio multispettrale per droni, con una app che permette all’agricoltore di inserire la mappa del proprio terreno per ottenere informazioni sulla presenza di acqua e su dove è necessario provvedere all’irrigazione.

Trattori: nel 2017 oltre novemila furti in Italia

Nonostante il numero dei furti sia diminuito di circa il 30% negli ultimi cinque anni, passando dagli oltre 13mila mezzi del 2013 ai 9.114 dello scorso anno, è così aumentato il valore della refurtiva, con un grave danno per le aziende agricole o le concessionarie prese di mira dai ladri. Puglia e Sicilia le regioni maggiormente colpite dal fenomeno, dietro il quale, secondo l’associazione dei rivenditori Unacma, l’associazione nazionale dei rivenditori, si celano vere e proprie organizzazioni criminali che rivendono le macchine soprattutto nei Paesi Balcanici e Caucasici, dove ci sono grandi estensioni agricole.
Secondo Unacma - che ha presentato gli ultimi dati al convegno “Il fenomeno dei furti delle macchine agricole. Testimoni e possibili soluzioni”, organizzato in collaborazione con Mls e Cai - i furti sono quasi sempre su commissione. Riguardano infatti in netta prevalenza mezzi nuovi o seminuovi, ad alta potenza e quindi con un alto costo.



I “millennial” dominano la scena italiana dell’agricoltura 4.0
L’agricoltore 4.0 italiano è giovane, diplomato o laureato, vive e lavora nel Nord Italia ed è alla guida di una azienda con una superfice coltivabile superiore ai 50 ettari. Il ritratto dell’agricoltore italiano 4.0 è stato tratteggiato da una ricerca condotta da Nomisma in collaborazione con FederUnacoma, presentata ieri al convegno “Agricoltura 4.0. L’approccio delle imprese agricole italiane”. A livello mondiale i sistemi digitali per l’agricoltura valgono 3,5 miliardi, cifra che si riduce notevolmente in Europa (700 milioni) e in Italia (100 milioni), dove la superficie agricola “digitalizzata” rappresenta solo l’1% del totale. Eppure sta avanzando una schiera di nuovi imprenditori che vedono nell’agricoltura 4.0 la risposta ai cambiamenti climatici e all’aumento della popolazione: appartenenti alla generazione dei “millennial” sono capaci di rivoluzionare il settore, soprattutto nelle regioni del Nord del Paese, per ridurre il gap che ancora separa l’Italia dall’Europa Settentrionale.
La grande maggioranza degli imprenditori coinvolti nella ricerca è proprietaria dei trattori che utilizza, acquistati nei tre quarti dei casi con capitale proprio. Il 18% degli agricoltori usa trattrici a guida assistita a o semi automatica. Il 22%, infine, se avesse a disposizione 10mila euro da investire li userebbe per aumentare la dotazione tecnologica della propria azienda.

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