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giovedì 8 novembre 2018


Caporetto delle vendite a settembre

I dati sono perentori e c’è chi, come l’associazione dei consumatori Codacons, parla di “Caporetto delle vendite al dettaglio”. Secondo le rilevazioni Istat relative a settembre le vendite scendono in valore dello 0,8% su agosto e del 2,5% sullo stesso mese del 2017; a livello di volumi il calo è del 2,8%. L’alimentare perde rispettivamente lo 0,3% e il 3,2% (il 3,1% in volume). Il calo della grande distribuzione è dell’1,2% (ipermercati -1,8%, supermercati -1,5%, in controtendenza i discount con il +1,5%), quello dei negozi tradizionali del 4,3%. Anche l’ortofrutta, come ha scritto nei giorni scorsi Italiafruit News, accusa il colpo.

“Siamo di fronte a un vero crollo delle vendite al dettaglio, che coinvolge prodotti alimentari e non alimentari, grande e piccola distribuzione - dichiara Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione -. Come è ormai d’abitudine si salva l’ecommerce, che mostra un valore positivo di crescita". Per Gradara, il dato più preoccupante è quello relativo ai primi nove mesi dell’anno caratterizzati da una tendenza negativa (-0,1% a valore e -0,7% a volume). "Un quadro - commenta - che rappresenta un forte elemento di complessità per le imprese distributive, che devono fronteggiare una domanda completamente stagnante e un’inflazione in crescita per gli effetti degli aumenti del petrolio, fattore che ulteriormente contribuirà a comprimere gli acquisti nei prossimi mesi".

In questo scenario, sottolinea Federdistribuzione, “la chiusura sistematica e generalizzata dei giorni festivi e delle domeniche peggiorerebbe il contesto già problematico nel quale stanno viaggiando i consumi”.



Secondo Confcommercio “si rischia concretamente di passare dalla debole ripresa del primo semestre a una situazione ben più critica, con riflessi pericolosi sulle dinamiche del 2019 e, quindi, sui parametri rilevanti per la finanza pubblica". Coldiretti sottolinea come “l’aumento delle vendite alimentari nei soli discount conferma l’importanza di voler scongiurare nella manovra il previsto aumento dell’Iva per non cadere in una pericolosa fase di recessione, ma rappresenta anche il segnale della fase di difficoltà in cui versano molte famiglie italiane”. 

Per il presidente di Condacons, Carlo Rienzile famiglie stanno tagliando le spese in tutti i settori, compreso quello alimentare che vede una riduzione record su base annua: gli italiani hanno ridotto i consumi di cibo, ed è senza dubbio un pessimo segnale”.

Per Massimiliano Dona dell’Unc, altra organizzazione di consumatori, “se si confrontano i dati di oggi con quelli pre-crisi del settembre 2008, emerge che le vendite totali sono inferiori del 5,3%. Ma mentre la Gd, nonostante il calo di oggi, ha recuperato quanto perso durante la recessione, registrando un incremento del 6,1%, +8,7% per gli alimentari e +1,9% per i non alimentari, i piccoli negozi, invece, sono ancora nel tunnel della crisi”. 



Dalle associazioni e organizzazioni di categoria alle imprese: “La settimana 44 è stata una delle peggiori dell’anno”, scrive in un tweet l’Ad di Unes, Mario Gasbarrino. “Perdiamo l’1,3% degli incassi a parità di rete, complice il maltempo ed il lungo ponte. Si salva solo Il Viaggiator Goloso con +27,2%, anch’esso però in rallentamento”. “Il peggioramento del clima di fiducia esterno - conclude Gasbarrino - non aiuta i consumi”.

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