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lunedì 15 ottobre 2018


Mercato di Milano, è rottura tra grossisti e Sogemi

“Non siamo d’accordo su nulla, né sulla gestione, né sulla ristrutturazione. E intanto le cose continuano a peggiorare”. Tra grossisti milanesi e Sogemi, società di gestione dell’Ortomercato di Milano, è spaccatura netta. E la coltre di nebbia sul futuro di uno dei più importanti Centri agroalimentari italiani diventa ancora più fitta. E' quanto emerso nella riunione organizzata giovedì mattina da Ago-Fedagro nella sala conferenze di Sogemi. Il progetto del nuovo padiglione ortofrutticolo resta in alto mare (anche se è stata ventilata una nuova data di inizio dei lavori, luglio 2019), mentre i grossisti lamentano la cronicità dei disservizi e denunciano il fenomeno della concorrenza sleale esercitata dall’extrautenza. 

Numerosi i partecipanti, con oltre la metà dei 116 grossisti ortofrutticoli, una folta rappresentanza dei produttori e delle società cooperative. Gli operatori hanno chiesto al presidente di Sogemi Cesare Ferrero spiegazioni sulle lungaggini che frenano la partenza dei lavori ottenendo - stanno a quanto riportano i grossisti - risposte evasive. Perplessità sulla delocalizzazione delle aziende una volta che inizieranno i cantieri (gli spazi che potrebbero ospitarle sono stati messi in affitto), sui costi dell’operazione (le aziende chiedono di avere certezza delle spese e di essere trasferite in un’area già dotata di servizi senza doverli allestire con ulteriori esborsi) e sulla durata dei contratti di affitto: non tre anni, come proposto, ma almeno 10.



Altre criticità riguardano l’extrautenza, cioè chi compie operazioni commerciali bypassando le aziende e, tema strettamente collegato, la mancanza di sorveglianza e adeguati sistemi di controllo con cui accertare che la merce venga scaricata dal personale interno e sia effettivamente destinata ai punti vendita. 

"Siamo abbondanti a noi stessi sia per l'ordine pubblico sia per gli aspetti gestionali: il Mercato va a rotoli, paghiamo fior di quattrini per servizi pessimi e Sogemi pensa all’aspetto immobiliare", tuona Fausto Vasta, presidente di Ago Fedagro. "La priorità adesso è la gestione condivisa: senza di questa, il restyling non parte".

Alcuni operatori hanno l'impressione che non ci sia la reale volontà di realizzarlo, il nuovo Mercato: l’appetibilità della vasta area gestita da Sogemi, dicono, lascia molte incognite sul futuro di uno dei più importanti Centri agroalimentari italiani. E riemerge l’ipotesi di creare, altrove, un mercato privato. Mentre alcune importanti aziende sono in procinto di andarsene. 

Dopo aver presenziato la riunione, che ha registrato alcuni momenti di tensione, Ferrero, spiegano i grossisti, ha inviato gli operatori a fargli pervenire osservazioni scritte. “Ne abbiamo fatte migliaia, in questi anni, senza mai ottenere soddisfazione”, conclude Vasta.

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