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mercoledì 10 ottobre 2018


Genova: meno affari e trasporti onerosi, l'ortofrutta soffre

Domenica saranno due mesi. Da martedì 14 agosto, giorno del crollo del Ponte Morandi, a oggi, la situazione è inesorabilmente peggiorata. Per la città, per la sua economia, per la logistica. Il danno complessivo stimato per le imprese dell'autotrasporto in transito per il nodo di Genova, stando a una stima di Conftrasporto-Confcommercio, ha superato i 116 milioni di euro, vale a dire due milioni di euro al giorno Mentre le statistiche sul traffico dei contenitori evidenziano che il porto ligure ha movimentato ad agosto il 16,6% dei teu in meno rispetto all'anno precedente dopo sette mesi con il segno più.   

“Se non si fa in fretta a ricostruire, tutta la città rischia grosso: ogni giorno che passa perdiamo competitività e attrattività”, spiega a Italiafruit News Giovanni Vernazza, grossista del Mercato ortofrutticolo e presidente dell'associazione Fedagro-Mercati genovese. "Le aziende che operano nella struttura hanno già subito un calo medio delle vendite del 15-20% e il dato percentuale è destinato a crescere, senza interventi infrastrutturali adeguati" . 



Il crollo del ponte Morandi comporta un allungamento di 120 chilometri per l'attraversamento di Genova da Levante a Ponente e di 70 chilometri in senso inverso, con un incremento dei costi pari a 568mila euro ogni giorno, di cui l'80% a carico delle imprese di trasporto e il 20% delle aziende produttrici che si servono di mezzi propri.

“Abbiamo dovuto velocizzare le operazioni in Mercato e le spese legate alla logistica sono raddoppiate - aggiunge Vernazza - e mentre attendiamo l'apertura della preannunciata strada sul mare, la situazione diventa sempre più pesante”. Se prima del crollo il Mercato era vivo fino alle 10, adesso alle 6 è già deserto. Il fuggi fuggi generale dei clienti, per non rimanere intrappolati nel traffico, è il simbolo di una situazione critica che richiede interventi urgenti. Il futuro della città va ricostruito. 

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