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venerdì 28 settembre 2018


«Asparagi, senza tecnologie non si può competere»

Tra poche settimane la rinnovata Fiera di Cesena ospiterà il principale evento fieristico internazionale dedicato all'asparago: l'International Asparagus Days, alla prima edizione. Una tre giorni, in programma da martedì 16 a giovedì 18 ottobre, che concentrerà l'attenzione sulle più moderne tecnologie di campo che si potranno vedere all'opera in quattro serre dimostrative allestite per l'occasione. All'interno di un campo prova da cinquemila metri quadrati, situato proprio davanti al quartiere fieristico, gli operatori potranno infatti valutare sei diverse tipologie di macchine di ultima generazione (preparazione del terreno, baulatura, pacciamatura, trapianto, diserbi e trattamenti, raccolta) e conoscere metodi innovativi di coltivazione e irrigazione per il prodotto sia verde che bianco.

"Le nuove tecnologie aprono uno scenario di potenziale sviluppo per l'asparago, perché senza l'apporto tecnologico i produttori non possono riuscire a sopravvivere nel mercato internazionale - ha sottolineato il presidente di Cesena Fiera, Renzo Piraccini in occasione della presentazione della nuova fiera iper-specializzata, tenutasi ieri a Bologna - Il nostro lavoro ha un obiettivo preciso: rilanciare la base produttiva, mettendo nelle condizioni gli agricoltori di essere più efficienti e competitivi". 

"I padiglioni fieristici saranno visitati da 1.500-2.000 asparagicoltori, provenienti da tutto il mondo", ha aggiunto Luciano Trentini, vero e proprio "artefice" dell'International Asparagus Days assieme all'esperto francese Christian Befve che, cinque anni fa, a Bordeaux, organizzò con successo un evento simile.


Renzo Piraccini con Simona Caselli, assessore all'Agricoltura della regione Emilia-Romagna

Alla presenza di Simona Caselli, assessore all'Agricoltura della regione Emilia-Romagna,
Piraccini e Trentini hanno evidenziato che parteciperanno alla fiera più di 80 espositori, la metà dei quali provenienti dall’estero, oltre a molti buyer internazionali delegazioni estere da Perù, Cile, Spagna, Francia, Germania, Olanda, Madagascar, Canada, Portogallo, Regno Unito, Grecia, Egitto, Lituania, Messico, Svizzera. Finora, poi, sono stati prenotati 200 posti del "Networking Gala Dinner e Asparagus Tasting" - evento esclusivo che si terrà a conclusione della prima giornata, ndr - e si contano 150 iscritti alle visite tecniche programmate per il 18 ottobre presso le aziende Coviro (Cervia, Ravenna), Cooperativa Casa Mesola (Bosco Mesola, Ferrara), Tenuta Berto (San Pietro Viminario, Padova), Orto Veneto (San Pietro in Viminario, Padova) e Azienda agricola Eredi Luigi Benozzi (Piombino Dese, Padova). 

"Non avrei mai immaginato di raggiungere questi risultati - ha posto l'accento Piraccini - Il cuore dell'International Asparagus Days sta nella parte convegnistica e nell'opportunità per gli operatori internazionali di vedere tutte le nuove tecnologie e di incontrare nuovi clienti o fornitori".


Da sinistra a destra: Luciano Trentini, Simona Caselli e Renzo Piraccini

Quattro gli appuntamenti convegnistici, in programma nelle prime due giornate. Si parte martedì alle 9.30 con la tavola rotonda dedicata alla “Situazione ed evoluzione mondiale dell’asparago”, con esperti da Cina, Perù, Francia e Italia. Nel pomeriggio (ore 15.30) l’attenzione si sposta sull’Europa, con un’altra tavola rotonda sul tema “Le novità nella coltivazione dell’asparago”, nel corso della quale si parla di irrigazione e dei mezzi finanziari europei a sostegno dell'asparago, quest’ultima tematica illustrata da Areflh. Sempre in un’ottica internazionale anche la tavola rotonda di mercoledì 17 ottobre (ore 9.30) dedicata alle “Strategie commerciali dell’asparago”, con case history da Germania, Italia, Svizzera, Messico e Francia. Nel pomeriggio (ore 15) focus su “Asparagi per il mercato: prodotto convenzionale, biologico, biodinamico” con una relazione di Cso sui consumi in Italia e Europa e due dibattiti tra i rappresentanti della Gdo e tra gli operatori dei Mercati ortofrutticoli.

Come ha osservato Trentini, la Cina è il maggiore player mondiale (34% della produzione totale) mentre il principale esportatore è il Perù, dove vi sono casi di aziende che coltivano anche 400 ettari con metodi biodinamici. Relativamente al consumo dominano la scena Stati Uniti d'America, Germania e Spagna. L'Italia, da parte sua, vede un basso indice di penetrazione: solo il 40% delle famiglie compra asparagi almeno una volta all'anno.



"A livello produttivo - ha sottolineato Trentini - l'Italia e la Spagna sono state ormai surclassate dalla Germania che, con circa 23mila ettari, è diventato il primo Paese produttore d'Europa. Il 95% della produzione tedesca riguarda l'asparago bianco, destinato per lo più al mercato interno". Dietro la Germania, c’è la Spagna con 60mila tonnellate di prodotto (80% bianco, 20% verde), su un’area di 13mila ettari. Segue l'Italia in terza posizione con 50mila tonnellate e 9.500 ettari, distribuiti soprattutto nella provincia di Foggia (quasi settemila ettari). Una parte importante del prodotto italiano, pari a circa il 30%, viene esportata all'estero. "I principali mercati di riferimento per le nostre produzioni sono Germania, Austria, Svizzera, Scandinavia e Inghilterra".

Ha concluso i lavori l'assessore all'Agricoltura della regione Emilia-Romagna, Simona Caselli, che ha spiegato: "L'International Asparagus Days, nei nostri piani, dovrebbe diventare un evento stabile nel tempo. Questo prodotto ha un futuro potenzialmente importante, visto che la produzione mondiale è nettamente inferiore alla domanda".

International Asparagus Days è organizzato da Euro Exhibition Services. Sponsor della manifestazione sono Angier Sas International, Bagioni Alfiero, Bejo Zaden, Coviro, Credit Agricole, Four (Divisione di Blumen Group spa), Global Plant, Genetics, Hmf Hermeler, Idromeccanica Lucchini, Limgroup, Officine Mingozzi e Planasa.

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