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mercoledì 5 settembre 2018


Caporalato, ecco il nuovo piano del Governo

Un piano triennale per contrastare le piaghe del caporalato e del lavoro nero in agricoltura. Al summit sul caporalato che si è tenuto lunedì a Foggia il vicepremier Luigi Di Maio (Movimento 5 Stelle) annuncia nuove misure e attacca la Grande distribuzione, lasciata fuori dal tavolo così come l'industria. All'incontro in Prefettura, infatti, hanno partecipato le Regioni, i sindacati di categoria e le varie organizzazioni agricole.

Il Governo giallo-verde è arrivato in Puglia con un carico di nuovi annunci, partendo però da una posizione politica ben precisa: “la Legge 199/2016 c'è e va fatta funzionare, prima di pensare a interventi correttivi”. Una posizione che convince Coldiretti, ma non Agrinsieme (coordinamento tra Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura e Copagri e le centrali cooperative Confcooperative FedAgriPesca, Legacoop Agroalimentare e Agci Agrital) che chiede la revisione di alcune parti della normativa.

Le parole del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico 
"E' stato un tavolo molto importante, attraverso il quale dichiariamo guerra al caporalato e al lavoro nero", ha detto Di Maio al termine del vertice che ha visto la partecipazione di 14 regioni, Puglia compresa, e di numerosi rappresentanti delle parti sociali e del mondo agricolo. Restano solo spettatori di questa partita i settori della distribuzione nazionale e dell'industria alimentare, neppure invitati al meeting, nonostante l'impegno profuso negli anni ultimi per fronteggiare il fenomeno. 

"Abbiamo fatto un quadro generale della situazione - ha aggiunto il vicepremier grillino - e nei prossimi giorni definiremo gli step temporanei del crono-programma triennale". Due gli aspetti fondamentali della sua proposta: repressione e prevenzione. "Bisogna fare funzionare i centri per l'impiego - ha precisato - Il caporale non è nient'altro che un atroce e illegale centro per l'impiego che incrocia domanda e offerta per un disperato”. I centri, ha garantito il ministro, saranno rifinanziati già nella Legge di bilancio, con ulteriori risorse e un piano di ristrutturazione. “E poi lavoreremo sul meccanismo dei trasporti, con una serie di convenzioni per fare in modo che sia garantito un servizio funzionale a recarsi sul posto di lavoro”.

Il primo intervento concreto? Un nuovo direttore per Ispettorato nazionale del Lavoro 
Ma la prima mossa del Governo riguarderà la nomina del nuovo direttore dell'Ispettorato nazionale del Lavoro (Inl). “Il nome sarà reso noto già questa settimana e farà parlare di sé”, ha chiosato Di Maio annunciando che emanerà subito una direttiva all'Inl affinché i Carabinieri del Nucleo Tutela del lavoro siano utilizzati esclusivamente per questioni rilevanti nel contrasto al lavoro nero e al caporalato. “E’ arrivata l'epoca - ha rimarcato - in cui bisogna iniziare ad aggredire le illegalità e lasciare in pace gli imprenditori onesti senza vessarli con inutili balzelli, ma premiandoli e difendendoli dalle minacce".

L'attacco alla Grande distribuzione
Tra gli argomenti trattati anche il tema dei prezzi bassi all'origine delle materie prime che, secondo Di Maio, sono la conseguenza del fatto che in Italia "si è permesso alla grande distribuzione di fare cartello " e di "fare entrare derrate alimentare con trattati scellerati, come il Ceta o gli accordi con Marocco e Tunisia". 

Centinaio: anche la Gdo al prossimo tavolo
Nel frattempo, il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio (Lega), ha suggerito di coinvolgere anche la Gdo al tavolo: ''Vogliamo anche la distribuzione moderna, in linea con quanto chiedono le aziende agricole per parlare anche di aste al massimo ribasso". Il ministro ha proposto, in particolare, bollini etici per favorire la comunicazione al consumatore: "Se un'impresa agricola - ha sottolineato - non è onesta fa male all'intero Paese. Ci sono già in Australia campagne di boicottaggio contro l'Italia che usa schiavi nei campi. Per questo, potrebbero arrivare i bollini etici".



Le posizioni di Agrinsieme e Coldiretti
"Il caporalato è un problema sociale che va affrontato secondo una logica nazionale, con una discussione approfondita sulla filiera agroalimentare", ha detto Franco Verrascina, coordinatore di Agrinsieme, intervenuto alla riunione. "Ben vengano dunque i maggiori e rafforzati controlli annunciati dal Governo, sempre nell’ottica di una maggiore qualità e semplificazione, sapendo tuttavia che questi da soli non bastano e che la questione va affrontata a 360 gradi, lavorando sul concetto di ospitalità e integrazione". 

Occorre puntare, pone l’accento Verrascina, su una sinergia comune che miri al giusto prezzo: "E' sbagliare puntare il dito contro le aziende agricole, così come contro ogni soggetto della filiera. Dalla piaga del caporalato si esce solo mettendo assieme intorno a un tavolo tutti i soggetti della filiera e lavorando in un'unica direzione, comprendendo quindi anche l'industria e la distribuzione. Il consumatore italiano, inoltre, deve essere informato perché si deve rendere conto di come vengono prodotti gli articoli che si appresta a comprare".

Per Agrinsieme, inoltre, la Legge 199/2016 necessita di essere rivista a causa della mancanza di chiarezza in alcune delle sue disposizioni, in particolari casi inapplicabili. Questo ha determinato sinora scarsi risultati concreti. "Occorre intervenire - sottolinea il coordinamento - per una maggiore e più chiara distinzione tra reati gravi/gravissimi e violazioni, anche solo meramente formali; agire sulla riduzione degli oneri burocratici e produttivi; accompagnare la revisione normativa con un profondo impegno politico e istituzionale per incentivare le assunzioni e mettere le aziende agricole nelle condizioni di consolidare gli importanti e positivi trend occupazionali del settore".

Ha partecipato al tavolo anche il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo, secondo cui bisognerebbe avviare "una grande azione di responsabilizzazione dal campo allo scaffale, per garantire che dietro tutti gli alimenti in vendita, italiani e stranieri, ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una equa distribuzione del valore. A quasi due anni dall’approvazione della Legge sul caporalato - ha sottolineato Moncalvo - l’esperienza dimostra che la necessaria repressione da sola non basta ed è invece necessario agire anche sulle leve economiche che spingono o tollerano lo sfruttamento. Per questo occorre affiancare le norme sul caporalato all’approvazione delle proposte di riforma dei Reati alimentari presentate dall’apposita commissione presieduta da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti".
 
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