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venerdì 3 agosto 2018


La ruspa di Centinaio contro le barriere commerciali

Chi, alla nomina a ministro delle Politiche Agricole del "leghista fin dal primo vagito" Gian Marco Centinaio, pensava a un Mipaaft (ex Mipaaf) “protezionista”, accartocciato su questioni e interessi interni, dovrà ricredersi: la visione del quarantasettenne senatore pavese, cui sono state attribuite anche le deleghe legate al turismo - settore in cui ha speso la vita professionale - spazia oltre i confini nazionali per disegnare strategie all’altezza della fama e della qualità dell’agroalimentare italiano. L’ortofrutta, ci ha detto in questa intervista rilasciata in esclusiva, è un settore strategico che richiede un progetto organico, necessita di innovazione e ha bisogno come l’aria di sinergie e nuovi mercati raggiungibili abbattendo barriere e stringendo accordi bilaterali. Mentre il Tavolo ortofrutticolo nazionale lanciato dal predecessore, Maurizio Martina, non è caduto nel dimenticatoio.

Ministro Centinaio, quali sono le sue priorità per il settore ortofrutticolo?
Vale per l’ortofrutta ma in generale per tutto il settore agricolo e agroalimentare: le nostre imprese hanno bisogno di meno burocrazia, più semplificazione, sostegno al reddito per affrontare la volatilità dei prezzi e gli effetti dei cambiamenti climatici. Non solo. Dobbiamo essere consapevoli che al giorno d’oggi essere competitivi vuol dire investire nell’innovazione e aprire a nuovi mercati. Sin dal mio insediamento sono al lavoro con la mia squadra al ministero per essere al fianco di quanti, ogni giorno, con fatica e passione, contribuiscono a dare valore al comparto. Abbiamo un patrimonio incredibile: valorizziamolo.




Quali le politiche e le strategie per l’export ortofrutticolo, che vale 5 miliardi di euro ed è in continua crescita? 
Uno dei principali ostacoli alle nostre esportazioni è rappresentato non solo dai dazi e dalle problematiche tariffarie, che purtroppo ancora esistono con molti Paesi, ma soprattutto dalle cosiddette barriere non tariffarie, ovvero tutte quelle normative applicate in ambito sanitario, fitosanitario e tecnico che di fatto impediscono l'ingresso dei nostri prodotti. Ho già sollecitato la Commissione europea per superarle nell'ambito dei contatti con i Paesi terzi e ora voglio porre il massimo impegno anche a livello bilaterale. La stipula di intese in campo fitosanitario può infatti consentire l'esportazione dei nostri prodotti ortofrutticoli e orticoli in Paesi terzi. 

Frammentazione dell’offerta, prezzi alla produzione spesso poco remunerativi, rapporti di forza nella filiera squilibrati: cosa fare per migliorare il quadro esistente e come dare più valore all’ortofrutta italiana?
L’ortofrutta è un settore strategico per l’economia del nostro Paese. Per raggiungere risultati importanti, però, dobbiamo lavorare su un progetto organico, puntando su aggregazione, promozione e gestione delle crisi di mercato sul fronte europeo. C’è bisogno della collaborazione di tutti, istituzioni e soggetti della filiera, consapevoli che solo uniti siamo più forti. 

Il Tavolo ortofrutticolo insediato alla fine della precedente legislatura partirà? 
Esaminerò la questione. Ho ripreso in mano tutto ciò che era stato lasciato in sospeso o non era stato affrontato nella passata gestione. Da parte mia c’è la massima volontà di fare bene e dare risposte concrete nel più breve tempo possibile. 

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