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giovedì 19 luglio 2018


Orari dei Centri agroalimentari, Fedagro: ora o mai più

Cambio degli orari nei Centri agroalimentari, Fedagromercati fa quadrato e “spinge” Milano nel processo di rinnovamento annunciato nelle scorse settimane. Un percorso che sta suscitando un vivace confronto: tra i grossisti promotori del “nuovo corso” e i clienti, chiamati a cambiare abitudini con lo spostamento delle lancette ma, anche, in seno agli stessi operatori titolari di posteggio all’Ortomercato. 

“La scelta di ripensare l’orario delle contrattazioni non è maturata ieri ma parte da lontano - puntualizza il presidente nazionale Valentino Di Pisa - E’ una strada in salita in quanto non è facile trovare un antidoto a quello che io definisco il virus dell’abitudine, ma oggi come non mai è forte la voglia di cambiamento. Un cambiamento da confezionare su misura in base alle necessità di ogni singola realtà territoriale che ha però valenza nazionale e non può essere fermato”. 



Per sostenere il progetto milanese, in quello che può essere considerato un avamposto della “battaglia” sugli orari, Di Pisa (foto sopra) si attiverà per organizzare subito dopo l’estate un confronto ampio con i Mercati all’ingrosso del comprensorio, da quelli lombardi al Caat di Torino.  “Per trovare la quadra - precisa - vanno coinvolti anche gli altri attori della filiera e le istituzioni, ma il processo va portato avanti con decisione: al Car di Roma, quando hanno deciso per il diurno non hanno trovato l’immediata condivisione di tutti, sono stati necessari anni. Ma ora sono soddisfatti”.

Il presidente nazionale di Fedagromercati chiude togliendosi un sassolino dalla scarpa: “Non mi è piaciuta la critica da parte di chi ha rappresentato la federazione in passato e non ha voluto cogliere che le condizioni sono cambiate, sul tema orari così come su cassa Mercato: oggi i tempi sono maturi per voltare pagina”.

“Sono 20 anni, da prima della presidenza Albuzza, che si discute di Mercati a Milano - aggiunge Fausto Vasta, presidente di Ago Fedagro - e nel frattempo il mondo del commercio è totalmente mutato: sono cambiati gli orari dei negozi, si fa la spesa anche di domenica, è arrivato l’e-commerce e il consumatore ha mutato modi e orari per acquistare”. 



“Ai nostri clienti - puntualizza Vasta (sopra) - teniamo a specificare che l’orario di contrattazioni è solo una parte dell’attività. Sono decenni che gli orari sono notturni? E’ il momento di cambiare anche per organizzare ?al meglio le sempre maggiori richieste di servizi correlati. Capiamo le ?difficoltà per i nostri acquirenti di cogliere il divenire delle nuove sfide ?commerciali,  di adeguarsi dal punto di vista logistico e le carenze delle ?loro strutture per il mantenimento della catena del freddo, ma quale ?migliore occasione in vista del gennaio 2019, quando nel territorio ?milanese potranno circolare solamente automezzi a basso impatto inquinante, ?per rinnovare il parco veicoli, magari con furgoni refrigerati?”.?

“Bisogna innovare non possiamo fermarci davanti a chi vuole restare ancorato al passato”, conclude Vasta. “A Roma ma anche in Europa i Mercati che hanno adottato l’orario diurno funzionano molto meglio: dobbiamo seguire questo trend, stare fermi fa male. Certo, potremo sbagliare qualcosa, ma avremo il tempo di correggere il tiro. Stiamo cercando la soluzione migliore per rilanciare le aziende, il mondo dell’ingrosso, la logistica mercatale”. 

Infine, una puntualizzazione su cassa mercato: “Non siamo in ritardo, non vi è pericolo di fare le cose in fretta e male e, anzi, quale migliore strumento ad implemento della fatturazione elettronica, anch’essa dal primo gennaio prossimo? Qui a Milano la cassa mercato è già a regime da circa un paio di anni al Mercato ittico; non è un salto nel buio, il prodotto è già pronto ed è strategico per il credito, andrebbe adottato a livello nazionale. La categoria è pronta”.

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