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mercoledì 11 luglio 2018


Nasce «Ahina», la confettura bio di uva Cannonau

Chi non conosce il Cannonau? Uva a bacche rosse, sontuosa e profumata, che tutti hanno imparato a conoscono perché da tempo immemorabile ci si ricava uno dei più conosciuti e apprezzati vini della Sardegna. Eppure sono ancora in pochi a sapere che da questa varietà si può preparare un’ottima confettura, ideale per accompagnare i formaggi stagionati, le carni grigliate, e per impreziosire le sebadas, il tipico dolce sardo che in una sottile sfoglia racchiude un cuore di formaggio.

La gustosa sorpresa arriva da Mamoiada, nel cuore della Barbagia, paese annoverato tra le patrie isolane del vino Cannonau. L’idea è venuta a Sandro Puggioni e Daniela Gaia, marito e moglie, che appena due anni fa hanno dato vita alla produzione di confetture partendo proprio dalle uve coltivate nell’azienda vitivinicola di famiglia nelle campagne del paese.

Parola d’ordine: far fruttare il vitigno in chiave gastronomica. “Sa Mariola” (la coccinella in mamoiadino) è il nome dell’azienda, “Ahina” (che significa uva) è invece il nome scelto per battezzare le confettura di frutta biologica, e senza zuccheri aggiunti, che Sandro aiutato da Daniela (di professione agente forestale ma con una passione sconfinata per le produzioni artigianali) confeziona in due varianti nel piccolo laboratorio sotto casa.

La prima, di un bel colore viola scura, viene preparata, appunto, con le bacche del Cannonau, la seconda, che ha sfumature aranciate, da un’altra uva, questa volta a bacche bianche. Si tratta della Granazza, antico vitigno autoctono della zona, per anni sconosciuto e considerato un curioso intruso nella vasta produzione di Cannonau. I due prodotti, lo scorso 9 giugno a Cagliari, hanno incassato per il secondo anno consecutivo la menzione speciale al Sardinia food awards, manifestazione che premia le eccellenze isolane, nella categoria delle conserve alimentari.

L’idea di utilizzare le uve tipiche del territorio è stata una scelta obbligata ma vincente. «Le norme – spiega a questo riguardo Sandro – ci obbligano a utilizzare almeno il 51% di materie prime locali. E non avendo a Mamoiada aranceti e frutteti, gioco forza abbiamo dovuto rivolgerci alle produzioni locali e quindi all’uva». Mai imposizione si è rivelata più azzeccata. Con la riprova del fatto che Mamoiada (e il Cannonau) non è solo vino. «Quella che all’inizio era una scelta obbligata si è poi trasformata nel nostro cavallo di battaglia» sottolinea il produttore mamoiadino. «Produciamo confetture e marmellate artigianali utilizzando tecnologie all’avanguardia come la cottura sottovuoto, consentendo così alla frutta di conservare le sue proprietà organolettiche salvaguardando sapore, profumo e colore. La particolarità dei semini croccanti esalta il retrogusto tannico ma gradevole, ideale per accompagnare formaggi stagionati e grigliate di carne» dice Sandro che all’inizio di giugno è volato a Bologna per partecipare a “La repubblica dei contadini”, una delle più importanti manifestazione dell’agroalimentare in Italia.

Qui ha potuto far conoscere le confetture di uva al grande pubblico. “Sa Mariola”, che si è affacciata sul mercato da pochissimo, utilizza i canali di distribuzione tradizionali. Acquistano i barattolini di confettura extra ristoranti ed enoteche delle zone di vacanza (Gallura in testa) e di Cagliari. Nel piccolo laboratorio di via Grazia Deledda i Puggioni hanno fatto delle sperimentazioni anche nel settore delle marmellate che si differenziano dalle confetture perché, a rigore, preparate solo con gli agrumi, arance e limoni. Alla fine è venuta fuori un’intera
linea preparata con le scorze di arancia arricchite da spezie, lo zenzero e il peperoncino su tutte. Ma c’è anche una marmellata di arancia con tartufo sardo di Laconi. Un altro inno alle produzioni locali è, infine, la confettura di pesche aromatizzata con lo zafferano della Sardegna.

Fonte: La Nuova Sardegna


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