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mercoledì 4 luglio 2018


Melone, segnali di ripresa dopo un giugno nero

Alle spalle un mese particolarmente pesante, davanti prospettive tutto sommato incoraggianti che, per concretizzarsi, avranno però bisogno del bel tempo e della vera estate, ancora in fase di decollo. Il melone italiano confida in un rilancio e i primi segnali, secondo Bruno Francescon, dell'omonima Op, già ci sono: “Fine maggio e inizio giugno sono stati sottotono per una serie di fattori legati al clima e al ritardo dei raccolti in alcune aree strategiche, come la Campania e il Veronese, la cui produzione si è accavallata con quella precoce toscana e con il melone in serra mantovano generando abbondanza di offerta e prezzi in calo di 20-30 centesimi rispetto alla media del periodo, anche perché in questo stesso periodo i consumi sono stati inferiori del 20-30% sia per i meloni che per le angurie. D’altra parte, l’alternarsi di sole e brutto tempo, non ha certamente spronato gli acquisti”.

“Da qualche giorno - prosegue Francescon - il mercato sembra tornato in equilibrio e i consumi si stanno riprendendo. Il bello, per la nostra organizzazione di produttori, che ha pesantemente investito sul melone liscio, viene adesso: siamo entrati nel pieno della raccolta da una ventina di giorni con il prodotto mantovano in pieno campo, che non ha accusato ritardi nella maturazione e presenta una qualità elevata, oltre a una pezzatura ideale. Il grosso della produzione si avrà tra una decina di giorni. I volumi sono lievemente sotto la norma: attendiamo degli aumenti di prezzo nei prossimi giorni, anche se non quotazioni elevatissime. In prospettiva non vedo buchi produttivi né rischi di accavallamento: se arriverà la vera estate, ci sono le condizioni perché il mercato possa restare in equilibrio tra domanda e offerta per un bel po’ di tempo”. Sono in tutto un migliaio gli ettari dedicati al melone dall’Op.

“Quanto allo sviluppo dei frutti, nonostante il clima poco propizio degli ultimi due mesi - aggiunge l’imprenditore lombardo - non registriamo problemi particolari dal punto di vista fitosanitario mentre l’allegagione è buona. La grandine che ha colpito la scorsa settimana la provincia di Mantova non ha interessato le aree in cui siamo in produzione, fortunatamente non registriamo danni significativi”. 



Per quanto riguarda l’anguria Perla Nera, Francescon nota un aumento di interesse da parte della distribuzione: “La stiamo inserendo in diverse catene, la qualità è apprezzata e ci posizioniamo sopra la media in termini di quotazioni”. Sono 300 gli ettari riservati a questa midi anguria senza semi che si colloca nella fascia premium. “Stiamo rispettando gli obiettivi di quintalaggio venduto e andremo a crescere nelle prossime settimane".

L’export, intanto, è sempre più strategico per l'organizzazione virgiliana: “Inviamo all'estero il 35-40% del totale da noi prodotto già da diversi anni e per la prima volta, in questo 2018, raggiungeremo anche un Paese lontano dal Bacino del Mediterraneo, gli Emirati Arabi”.

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