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venerdì 22 giugno 2018


Big data, la distribuzione prepara il futuro

“Con i big data possiamo sviluppare nuovi livelli di connessioni e relazioni a livello di filiera e con il cliente, anche attraverso la marca: siamo passati dalle informazioni degli scanner alle informazioni dei consumatori, ora possiamo avere più controllo, più efficienza ma soprattutto più trasparenza”. Lo ha detto Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad al convegno “Big data nel carrello, dall'efficienza di filiera alle strategie di marketing” che si è svolto ieri a Milano, occasione per fare il punto sul “data management” come “chiave” della rivoluzione digitale.

Giorgio Santambrogio, presidente di Adm ha ribadito con forza che occorre “porre il tema al centro dell’agenda del sistema produttivo italiano in tempi brevi con più forza e qualità, perché ne va della sussistenza del sistema stesso”. “Alziamo il livello della filiera”, ha proseguito Santambrogio, preannunciando che tutta la distribuzione italiana si impegna ad adottare lo standard Allineo (strumento per ottimizzare e velocizzare le informazioni di prodotto tra industria e distribuzione secondo lo standard Gs1 Gdsn) a partire dal primo gennaio 2019 per “perseguire l’efficienza e la modernizzazione del sistema italiano" e arrivare ad allinearsi nel 2020. 



La catena del valore che mette al centro il consumatore - è stato uno dei passaggi del convegno - relegherà il prodotto in secondo piano. E la marca deve lavorare sempre più là dove nasce il bisogno del consumatore. In questo, ha osservato ancora Pugliese “la qualità del dato è fondamentale. Non è semplice? Soluzioni semplici a problemi complessi non ne ho mai viste”. Le aziende dovranno lavorare di più e meglio sui dati, insomma, individuando figure qualificate. 

Bruno Aceto, Ceo di Gs1 Italy, realtà organizzatrice dell’evento, ha spiegato che "nel 2017 le imprese italiane hanno sprecato 2,2 miliardi di euro a causa della gestione non ottimale dei dati e del mancato allineamento delle informazioni”. La realtà peraltro è sempre più complessa: “Dieci anni fa avevamo 800 prodotti, oggi sono 4.800: potete immaginare la complessità, anche se il digitale ha abbassato notevolmente i costi", il commento di Enrico Parisini, Ceo di Conserve Italia.


Mentre Barilla, protagonista dell'incontro con Francesco Del Porto, ha fatto tesoro di esperienze passate e ora proprio con Allineo ha strutturato un processo di data management in grado di garantire la qualità dei dati nel tempo a beneficio di filiera e consumatore. 

Marco Cuppini, research & communication director di Gs1 Italy, ha infine presentato una serie di numeri che evidenziano il successo di prodotti arricchiti, "senza", bio, vegani, e super-prodotti come lo zenzero: trend ormai consolidati che trovano riscontro anche nei big-data.  

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