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giovedì 14 giugno 2018


Numero chiuso per i Tir al Brennero, l'Italia non ci sta

E’ un periodo di rapporti non proprio idilliaci tra l’Italia e alcuni dei partner europei: non solo per la vicenda immigrati, ma anche per i trasporti. Con l'Austria, infatti, si sta giocando una partita importante sull’asse del Brennero, che non è stata risolta dalla riunione di martedì 12 giugno in Alto Adige: il limite dei 300 mezzi all'ora dalla Germania verso Sud nelle giornate di “bollino nero”, che ha più volte originato code chilometriche in entrambe le direzioni, resta infatti in vigore. 

Nei giorni scorsi le associazioni dei trasportatori italiani avevano chiesto al ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli di presentarsi a Bolzano con una ferma opposizione al provvedimento. Il responsabile del dicastero però si è fatto rappresentare dal direttore generale del ministero Enrico Pujia. Assente pure il ministro dei trasporti tedesco, Andreas Scheuer, sostituito da un sottosegretario, mentre c'erano i suoi omologhi dell'Austria Norbert Hofer e della Baviera, Ilse Aigner, insieme con il segretario di Stato nel ministero ai Trasporti tedesco Steffen Bilger, l'assessore ai Trasporti della Regione Veneto Elisa Di Berti e i presidenti dell'Euregio Arno Kompatscher per la Provincia di Bolzano, Ugo Rossi per la Provincia di Trento e Günther Platter, in rappresentanza del Tirolo.

I ministri dei Trasporti dei Paesi interessati hanno firmato una dichiarazione d'intenti che, oltre a prevedere il potenziamento delle infrastrutture ferroviarie e intermodali (comprese quelle di connessione alla nuova galleria di base del Brennero), prevede l'applicazione di un'eurovignetta per i veicoli pesanti. Manca però la firma del governatore del Tirolo austriaco, Platter, che ha concordato un altro accordo con il presidente della Provincia di Bolzano e il ministro dei Trasporti austriaco che prevede l'istituzione del "pedaggio di corridoio" tra Monaco e Verona, "da adottare senza ulteriori indugi".  



Il primo accordo prevede tra gli altri punti "misure efficaci e incisive per la limitazione del traffico merci sull'asse del Brennero come, per esempio, un sistema di dosaggio". In pratica, ciò che l'Austria sta già attuando nonostante l'opposizione d'Italia e Germania.  

Il secondo protocollo riporta anche le richieste delle Provincie di Bolzano e Trento di vietare il transito dei veicoli pesanti sulla rete secondaria, per evitare che vi si trasferiscano i veicoli contingentati sull'autostrada. Tra gli ulteriori punti, "una sensibile riduzione, ovvero l'abolizione del privilegio del costo del gasolio per il traffico pesante lungo l'asse del Brennero".  E per sostenere il passaggio delle merci dalla strada alla rotaia si punta alla costruzione di un nuovo Interporto. Obiettivo: ridurre ulteriormente l'autotrasporto al 29% entro il 2035.

Il ministro Toninelli, intervenuto a margine, ha definito “non accettabili blocchi unilaterali del traffico, che danneggiano sia l'ambiente sul versante italiano sia i fatturati delle nostre imprese”. Un modo per ribadire - come era stato richiesto nei giorni scorsi da Anita, Anfia e altre associazioni di rappresentanza delle imprese del trasporto e logistica - che il contingentamento dei transiti dei mezzi pesanti dal Tirolo non è lo strumento per governare le ricadute del traffico pesante sull'ambiente. Secondo uno studio effettuato dal Tirolo, peraltro, negli ultimi dieci anni il numero dei Tir al valico è salito da quasi un milione a due milioni e mezzo l'anno.

Conftrasporto-Confcommercio ha espresso apprezzamento per l’atteggiamento assunto da Toninelli dopo il "Brenner Meeting" denunciando l’ostinazione del governo austriaco “che con il proprio atteggiamento unilaterale sta determinando danni economici all’economia italiana, sia sul fronte del sistema produttivo che su quello delle imprese di autotrasporto”. E chiede "di individuare, qualora l'atteggiamento provocatorio del governo austriaco dovesse proseguire, iniziative altrettanto penalizzanti nei confronti dei suoi vettori". Anche Confartigianato Trasporto plaude alla posizione del ministro italiano e auspica concertazione e dialogo per risolvere la questione.

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