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lunedì 4 giugno 2018


«Nell'Interprofessione anche i sindacati»

A latere della tavola rotonda organizzata da Italia Ortofrutta Unione nazionale per parlare di Pac post 2020 e del ruolo delle Op, Italiafruit News ha intervistato Rosario Rago, membro della giunta nazionale di Confagricoltura.

Qual è la vostra posizione riguardo il ruolo dell'Ocm Ortofrutta nel futuro della Pac?
L’Ocm Ortofrutta è uno strumento determinante che, grazie al meccanismo di co-finanziamento, con un budget modesto, intorno al 3-3,5% del bilancio della Pac, svolge un effetto leva importante per le Op e per il miglioramento delle loro performance e dell’intero comparto.
Per Confagricoltura la Pac è fatta di strumenti come l’Ocm Ortofrutta e per questo motivo, in merito al dibattito sul futuro della Pac, abbiamo chiesto alle amministrazioni nazionali ed europee non solo di mantenere l’impianto ma di estenderlo anche ad altri comparti.
Per questo siamo estremamente critici rispetto all’ultima proposta di bilancio pluriennale dell’Ue per il periodo 2021-2027: la Commissione europea ha proposto che gli stanziamenti complessivi di bilancio crescano del 20% in valori correnti rispetto al 2014-2020, mentre la dotazione finanziaria della rubrica che include la spesa agricola sarebbe superiore al 10% a prezzi costanti rispetto ai sette anni precedenti, con tagli anche superiori per lo sviluppo rurale.

E il ruolo delle Op?
La Pac post 2020 deve mantenere la definizione specifica delle Op e il loro regime di aiuti nel quadro dell’Ocm unica del primo pilastro della Pac e di una linea di bilancio non soggetta a massimale.
Confagricoltura ritiene che debba essere mantenuto e rafforzato il ruolo chiave delle Op come espressione di un’agricoltura organizzata in grado di offrire maggiori garanzie per l’evoluzione imprenditoriale di un settore produttivo attivo e orientato al mercato, finalizzato a recuperare valore aggiunto e ricchezza a beneficio dei soci.
L’Ocm Ortofrutta, con i dovuti aggiustamenti anche in termini di semplificazione, rappresenta uno strumento indispensabile, fondamentale e necessario al miglioramento delle performance del comparto, che può produrre ancora miglioramenti. Ma si può fare ancora molto perché a oggi, per l’Italia, la percentuale di volume e valore mossa dalla parte organizzata è intorno al 50% attraverso le poco più di 300 Op e Aop. Attualmente, quindi, c’è un potenziale ulteriore bacino del 50%” che potrebbe usufruire dei benefici derivanti dall’aggregazione.

Poi, non tutto il territorio nazionale è organizzato allo stesso modo ed è per questo che riteniamo prioritario conservare strumenti che hanno favorito una maggiore aggregazione: in questo senso il mantenimento dell’Afn (Aiuto finanziario nazionale) è per Confagricoltura uno strumento essenziale per consentire ai territori in ritardo di aggregazione di migliorare la loro situazione. Aiuto che si può anche migliorare aumentando la percentuale di aggregazione dal 20 al 50%. La via tracciata dall’Omnibus per il comparto va nella giusta direzione con le novità introdotte. Come, ad esempio, il coaching ovvero l’affiancamento e la collaborazione per il trasferimento delle conoscenze da parte di Op più strutturate e impegnate da anni sul mercato in favore di Op più “fragili”, le deroghe alla normativa europea in materia di concorrenza, la possibilità di creare nuove Op o di procedere alla fusione di quelle esistenti e altro ancora.

Cosa pensate della strategia del ministero delle Politiche agricole per le Op e per il comparto ortofrutticolo?
Per Confagricoltura “strategia” è un termine che va ben oltre la Strategia nazionale 2018-2022 inerente i Piani operativi delle Op. Quest’ultima mira a rafforzare l’aggregazione, a concentrare l’offerta, indica cosa si può finanziare e altro, ma non si occupa di questioni come le barriere fitosanitarie, gli accordi bilaterali, che per Confagricoltura fanno parte di un discorso molto più ampio che riguarda la vera Strategia del comparto ortofrutticolo.
Per questo si era ipotizzata la costituzione di un “Tavolo strategico ortofrutta” che ancora a oggi non è stato istituito. Al convegno di oggi (giovedì 31 maggio per chi legge, ndr) Felice Assenza del Mipaaf ha annunciato che il decreto è pronto, manca solo la firma del ministro. Bene, perché occorre procedere quanto prima alla istituzione di questo tavolo per affrontare, però, tutti i temi strategici del settore e non solo quelli della attuazione della Ocm e dei Programmi operativi. Confagricoltura è pronta a partecipare attivamente a questo tavolo e daremo come sempre il nostro contributo.
Nella discussione a livello nazionale sulle regole, Confagricoltura ha contribuito al dibattito sulla Strategia nazionale 2018-2022 e sull’intero processo di revisione del “pacchetto ortofrutta” ponendo l’accento su alcune priorità: rafforzamento dell’aggregazione, mantenimento dell’Afn, consolidamento del ruolo dell’interprfessione, istituzione del tavolo ortofrutticolo nazionale come luogo privilegiato per discutere della politica del comparto e scegliere le migliori soluzioni a favore delle imprese ortofrutticole, mantenimento e ampliamento di alcune voci di spesa finanziabili nei Po delle Op.

Qual è il ruolo delle Organizzazioni professionali nello sviluppo delle organizzazioni economiche in generale e nell'interprofessione in particolare?
Non c’è dubbio che esiste una differenza tra chi rappresenta il prodotto, le Op e le Aop, e chi rappresenta i produttori. Sono ruoli distinti, ma che devono lavorare in modo congiunto per la crescita del comparto. Sicuramente, soprattutto in alcuni comparti come quello ortofrutticolo, esiste un’esigenza di maggiore aggregazione per fronteggiare il mercato e maggiore presenza nella catena del valore della filiera da parte degli imprenditori agricoli.
Dobbiamo quindi promuovere nuove Op e rafforzare quelle esistenti aumentando l’aggregazione del prodotto. Ed estendendo pure le loro funzioni ad attività esterne a quelle di mera produzione e commercializzazione; in modo da potersi appropriare di quote di valore aggiunto che oggi vanno ad altri operatori della filiera, nonché facendo programmazione e strategie di mercato. Più organizzazione economica significa poter essere davvero protagonisti del mercato.
Confagricoltura afferma da sempre che nell’Oi ci devono essere le rappresentanze a vocazione generale, come avviene ad esempio proprio nell'Oi Ortofrutta. 
Le funzioni attribuite all’interprofessione sono strategiche: valorizzare le filiere del Made in Italy, stabilire regole (non prezzi!) di mercato, programmare le produzioni, fissare standard per la commercializzazione, promuovere i consumi. Gli obiettivi sono tanti e con l’interprofessione si può raggiungerli, ma dobbiamo essere coesi. Con progettualità comuni, più accordi e meno litigiosità.
Bisogna insomma lavorare su progetti economici concreti di mutuo vantaggio e costruendo una sana alleanza. Uno degli spunti recenti più interessanti da sviluppare assieme è quello delle pratiche sleali nella filiera: abbiamo una legge nazionale che obbliga a rispettare alcune regole e una proposta di direttiva sul tavolo per inquadrare la materia a livello Ue con relatore il “nostro” Paolo De Castro. E’ una chance importante nella quale dobbiamo dire la nostra affinché il quadro nazionale che abbiamo possa essere rafforzato e trasferito a livello comunitario. Anche per alcune pratiche come il “sottocosto”.

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