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martedì 13 marzo 2018


«Ciliegie, partenza a scoppio ritardato»

“Il gelo si è fatto sentire, inutile nasconderlo, e le conseguenze si vedranno nei primi 15 giorni di maggio, periodo nel quale stimiamo una perdita di produzione vicina al 50%, sia per le ciliegie, sia per albicocche, pesche e nettarine”. Nicola Giuliano della Giuliano Puglia Fruit di Turi (Bari) analizza quella che sarà probabilmente la partenza “a scoppio ritardato” della primizie estive, in particolare delle drupacee.


 
“Peccato – osserva l’imprenditore pugliese - perché in genere l’inizio della campagna primaverile riserva prezzi piuttosto alti e, invece, dal punto di vista quantitativo è compromesso. Dall’analisi dei fiori possiamo stimare un 50% di congelato su tutte le prime fioriture di ciliegie, albicocche, pesche e nettarine”.

Secondo Giuliano ci sono, però, due aspetti positivi. “Intanto, il freddo non ha interferito sulla qualità dei frutti e, poi, poteva andare peggio. L’anticipo produttivo dovuto alle temperature miti di gennaio, infatti, si era parzialmente ridimensionato, così come le fioriture riallineate alle medie stagionali. Se fossimo stati nelle condizioni dell’anno scorso (con i ciliegi in anticipo di una quindicina di giorni, ndr), avremmo avuto molti più danni”.



Dai primi di maggio, dunque, si parte con volumi dimezzati di ciliegie, ma si parte. In prima linea le storiche varietà pugliesi, a cominciare da Bigarreau, poi il durone Giorgia, Ferrovia, cavallo di battaglia per questo territorio, fino alle tardive Sweetheart e Staccato, della quale la Giuliano Puglia Fruit è esclusivista in Italia.



Un’ultima riflessione riguarda i vantaggi ottenuti con l’installazione, l'anno scorso, del nuovo impianto per la calibratura elettronica della Unitec. “Grazie alla possibilità di selezionare le ciliegie per colore, calibro o difetti, Cherry Vision 2 ci ha permesso di tornare a servire i clienti esteri – conclude Giuliano - Dal Nord Europa, che preferisce i frutti di colore rosso scuro, al Regno Unito che predilige il rosso Ferrari, fino al rosso standard amato dai tedeschi”.

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