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venerdì 9 marzo 2018


Uva senza semi, il Piemonte lancia la sfida

Uva seedless, il Piemonte si propone come “inedito” e qualificato produttore per coprire un periodo dell’anno particolarmente interessante, caratterizzato dalla scarsa presenza di “materia prima” italiana ed estera. E’ stato presentato nel tardo pomeriggio di ieri a Saluzzo (Cuneo) l'accordo tra la società Avi (Agricultural Varieties Innovation) - controllata da Rk Growers - e la Cooperativa Monvisofruit finalizzato alla coltivazione di acini senza semi soprattutto nell'areale Saluzzese (nella foto sopra, uva Arra nera ottenuta in Piemonte).

Al momento - come spiega a Italiafruit News Claudio Monge, presidente di Monvisofruit - sono una cinquantina gli ettari di Crimson e Thomson coltivati e un’altra ventina stanno per entrare in produzione; il progetto è in piena fase di sviluppo ma già quest’anno scatterà la commercializzazione. I primi impianti risalgono al 2012 quando, grazie all’impegno di un gruppo di frutticoltori guidati da Claudio Capitini e Franco Monge, costituitisi nel 2014 nella Cooperativa Monvisofruit, guidata appunto da Claudio Monge, è stata avviata in modo strutturato la produzione. “Un accordo, quello con Avi, che ci gratifica e testimonia che abbiamo lavorato bene”, commenta Monge. Le premesse sono buone: il prodotto, di alta qualità, sta ottenendo buoni riscontri in Italia ma anche in Gran Bretagna, Germania, Belgio, Spagna".



“Due realtà di punta del settore si mettono insieme per essere protagoniste sul mercato, dove è fondamentale pianificare e puntare su produzioni di eccellenza”, commenta Carlo Lingua di Rk Growers a margine della conferenza stampa intitolata "Agricoltura, c'è futuro!", cui hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, delle categorie produttive e del mondo del credito. “Il panorama produttivo e varietale sta cambiando anche in Piemonte e noi cerchiamo di rispondere in modo tempestivo e adeguato al nuovo che avanza”.  

La società Avi è nata nel 2009 acquisendo i diritti esclusivi di tutte le varietà senza semi Arra per l'intera Europa. Attualmente, grazie alla produzione in costante crescita e ai contratti stipulati, può contare su circa 400 ettari coltivati.



“L'intesa - aggiunge Carlo Lingua - rappresenta lo sbocco di una naturale sinergia tra una serie di fattori che stanno disegnando nuovi percorsi imprenditoriali che vedono, in prima fila, il Piemonte. Oggi mercato, consumatore e distribuzione, sia essa grande distribuzione organizzata o vendita tradizionale, richiedono frutta di qualità, sana e buona. L'eccellenza dell'uva senza semi soddisfa la domanda del nuovo consumatore e, al contempo, offre al produttore la possibilità di vedere riconosciuto il suo reddito. L'auspicio è che istituzioni amministrative, politiche e finanziarie valutino nella giusta prospettiva questi progetti per sostenerli adeguatamente”.

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