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lunedì 5 marzo 2018


Fragole, cosa c'è di nuovo per il Sud Italia

Dolcezza, consistenza, aroma, shelf-life prolungata, sostenibilità e continuità dell’offerta. Così si muove il miglioramento genetico per la fragola. Gianluca Baruzzi, ricercatore del Crea Centro di ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura (Ofa), fa per Italiafruit News una panoramica sulle principali varietà coltivate in Meridione, che è nel pieno della stagione, e le novità più recenti per quelle aree.

Tra le cultivar “affermate”, in Sicilia Florida Fortuna continua a essere la preferita e, finora, il mercato ha premiato la sua precocità. Sabrina è diffusa in Campania e Calabria, mentre Sabrosa è associata perlopiù alla Basilicata. In Calabria, Campania e Basilicata, poi, si trovano anche la varietà Melissa, molto precoce, e Marisol, ma su superfici decisamente inferiori.

“Per quanto riguarda la ricerca – dice Baruzzi - è ancora operativo il gruppo di lavoro Liste varietali che, grazie all'autofinanziamento di alcuni Enti, nel Sud Italia vede attivi cinque campi sperimentali, nello specifico in Sicilia, Calabria, Campania, Basilicata e Sardegna. Qui rileviamo i dati oggettivi che ci permettono di dare giudizi sui nuovi materiali genetici”.



“Tra le novità, le varietà del Civ Consorzio italiano vivaisti che stanno dando i migliori risultati al Sud sono Flavia (qui sopra) e Flaminia, due unifere che si adattano bene nei terreni destinati a ristoppi. Sono caratterizzate da rusticità, shelf-life elevata ed epidermide resistente a bruising. I test effettuati in Basilicata, Sicilia e nella Piana del Sele sono stati soddisfacenti e, ormai, sono sul mercato da due-tre anni, trovando un loro spazio”.

Passando alle varietà della società di ricerca Nova Siri Genetics (che nel 2010 ha licenziato Melissa, ndr), Baruzzi segnala Charlene, “non particolarmente precoce, ma di buona qualità organolettica”.



Dell'Università della California è in valutazione la varietà Cabrillo (qui sopra), unica rifiorente day-neutral.

In Spagna esiste Fresa New Material (Fnm), un organismo privato di breeding composto da vivaisti e produttori che, con le varietà Primoris, Rabida e Rociera, concentra oltre la metà della produzione di Huelva, l’area fragolicola spagnola per eccellenza.



“E’ chiaro che l’organizzazione di questa struttura è vincente – osserva Baruzzi - Tutti gli attori partecipanti hanno interesse perché tutti hanno un ritorno, dal vivaista al produttore”.

Un modo di lavorare che Crea-Ofa propone con successo nelle aree della Romagna e del Veronese, coinvolgendo alcune associazioni di produttori, e in Basilicata con alcune strutture private come la Piraccini Secondo da cui derivano Jonica e Pircinque.
“Mentre Jonica ha un certo interesse nel Metapontino e nell’area di Lamezia, Pircinque, completamente abbandonata in queste zone, sta andando bene in Brasile, dove - conclude Baruzzi – ha trovato l’ambiente ideale nei terreni non fumigati e, quindi, in fragoleti a basso impatto ambientale”.

Intanto, alcune selezioni ottenute nell’ambito dei programmi di breeding che il Crea-Ofa conduce negli ambienti meridionali in collaborazione con strutture private (come Piraccini Secondo, in Basilicata) ed enti pubblici (Università di Palermo, Arssa Regione Calabria) stanno ottenendo un buon riscontro in fase di collaudo finale. Ne riparleremo.

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