eventi
HORTI CHINA
Quingdao
19-21 Settembre 2019
FRUIT ATTRACTION
Madrid
22-24 Ottobre 2019
FUTURPERA
Ferrara 
28-30 Novembre 2019
FRUIT LOGISTICA
Berlino
5-7 Febbraio 2020
MACFRUT 
Rimini
5-7 Maggio 2020
SIAL
Parigi 
18-22 Ottobre 2020 
INTERPOMA
Bolzano 
19-21 Novembre 2020

leggi tutto

martedì 27 febbraio 2018


Pac, perché i frutticoltori potranno «fare cartello»

Ieri a Ferrara si è tenuto un incontro tra Paolo De Castro, primo vicepresidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, e i soci del Cso Italy (una ventina di aziende che rappresentano il 30-40% del fatturato ortofrutticolo nazionale).
Obiettivo della “reunion”, a parte i non trascurabili aspetti politici a cinque giorni dalle elezioni, era evidenziare i vantaggi del regolamento Omnibus in vigore da gennaio 2018, del quale proprio De Castro è stato uno dei principali fautori, che costituisce il punto di partenza sul quale innestare i prossimi ragionamenti di politica comunitaria.



“Una vera e propria riforma di medio termine della Pac, che ha introdotto 173 cambiamenti giuridici, 130 dei quali per opera del Parlamento Europeo – ha detto De Castro – A cominciare dal diritto alla concorrenza di cui le Op-Organizzazioni di produttori e le loro associazioni possono godere secondo i Trattati Ue”.

De Castro ha chiarito come, in deroga al diritto di concorrenza, una Op riconosciuta possa pianificare la produzione, la vendita e la trasformazione di tutta o parte della produzione indipendentemente dal fatto che ci sia o no il trasferimento di proprietà del prodotto dall’agricoltore alla Op. “Le nuove regole sulla concorrenza che abbiamo codificato nella riforma della Pac - ha precisato il vicepresidente della Comagri - sono state convalidate da una sentenza della Corte di Giustizia europea, la quale sancisce che quanto viene fatto secondo lo spirito della Pac è superiore in materia di diritto rispetto a quello delle concorrenza. D’altra parte, nel settore ortofrutticolo non abbiamo mai registrato casi di abuso di posizione dominante (antitrust) nei confronti dei consumatori”.
Le deroghe al diritto di concorrenza, comunque, non sono assolute. E’ infatti specificato che l’autorità nazionale per la concorrenza può decidere caso per caso se modificare, sospendere o non svolgere una o più delle attività in deroga. Soprattutto se ciò fosse necessario a tutelare la concorrenza o gli obiettivi della Pac.
Grazie all’Omnibus, soprattutto il Sud – storicamente restio ad aggregarsi – potrà (se vorrà) contare sulla creazione di “Op contrattuali” che permetteranno ad esempio a un’azienda di vendere il prodotto di tutti, anche sotto un unico marchio e fissandone il prezzo.

Altro aspetto saliente del regolamento Omnibus - considerate le carenze per promuovere l'accesso degli agricoltori a strumenti assicurativi, fondi di mutualità e meccanismi di stabilizzazione dei redditi - i nuovi strumenti per la gestione dei rischi. Ora, per attivare il meccanismo di stabilizzazione dei redditi settoriali o, soprattutto, le assicurazioni, è sufficiente che la perdita del prodotto raggiunga il livello del 20% (era al 30%, ndr), mentre sale dal 65 al 70% l'intensità del contributo pubblico, con la possibilità di usare indici economici per misurare le perdite subite.



“L’Asnacodi – ha ricordato De Castro - ha già incorporato l’Omnibus nei piani assicurativi. Intanto il ministero delle Politiche agricole ha fatto sapere che saranno sbloccati in questi giorni i pagamenti 2015 e 2016”.

“Personalmente - ha aggiunto - sostengo le esigenze espresse recentemente dalle Op ortofrutticole in seno al Copa-Cogeca che hanno esortato l'Unione Europea a prolungare il regime di sostegno specifico al settore. In futuro questi elementi dovranno essere integrati e migliorati nel nuovo negoziato con cui siamo chiamati ad affrontare le sfide della Pac post-2020, opponendoci a tutti i tentativi di rinazionalizzazione, affinché la Politica agricola comune resti il perno del disegno europeo”.

Per quanto riguarda le Organizzazioni interprofessionali (Oi), poi, De Castro ha parlato di “ampliamento dei loro obiettivi, prevedendo nello specifico clausole di condivisione del valore come anche misure volte a evitare e/o gestire rischi ambientali, legati alla salute degli animali e alla protezione delle piante. Come per le Op, anche per le Oi gli Stati membri potranno riconoscere organizzazioni operanti in differenti settori”.



“Il Regolamento Omnibus è stato un vero e proprio successo ottenuto grazie al contributo del Parlamento europeo e, in particolare, al lavoro svolto dai correlatori della proposta Paolo De Castro, Albert Dess e Michel Dantin - ha commentato Paolo Bruni, presidente del Cso Italy - Partendo dalla proposta iniziale della Commissione Europea, la Comagri del Parlamento europeo ha lavorato per arrivare a una vera e propria riforma di medio termine della Politica agricola comune (Pac) finalizzata a promuovere le semplificazione richieste dai nostri agricoltori”.

Copyright 2018 Italiafruit News


Leggi altri articoli di:

Altri articoli che potrebbero interessarti: