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venerdì 23 febbraio 2018


Ogm, FederBio all'Università di Pisa: «Comunicate il falso»

Solleva polemiche la ricerca sul mais Ogm realizzata da Università di Pisa e Scuola Superiore Sant'Anna che, negli ultimi giorni, ha ottenuto una grande eco mediatica. FederBio - Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica - ha evidenziato infatti come il titolo del comunicato di Unipi (Mais transgenico? Nessun rischio per la salute umana, animale e ambientale), ripreso da gran parte della stampa e dell'informazione televisiva nazionale, sia "incongruente con gli esiti dello studio e falso".

"Il testo del comunicato - sottolinea Paolo Carnemolla, presidente di Federbio - non riporta alcun dato a supporto di questa affermazione, evidenziando piuttosto l'intento di propagandare le migliori prestazioni produttive del mais transgenico e di convincere i consumatori della sua superiorità rispetto alle varietà non modificate geneticamente".

"Lo studio, infatti, riporta un abbattimento medio delle principali tossine non superiore al 30%, il che potrebbe forse far affermare che il rischio viene abbattuto di questa percentuale. Di certo - spiega il presidente - non solo non viene annullato, ma non si può nemmeno tacere il fatto che qualunque granella di mais o derivato destinata all'alimentazione umana o animale per essere idonea al consumo deve comunque presentare un livello di tossine inferiori a ben precisi limiti di legge. Dunque: non solo la coltivazione di mais Ogm non riduce a zero il rischio della produzione di micotossine, ma anche la riduzione del rischio non influisce in alcun modo sulla salute umana e animale, in quanto livelli pericolosi di tossina non sono comunque tollerati in tutto il territorio dell'Unione Europea".

Carnemolla ha ritenuto opportuno scrivere una lettera ai Comitati etici dell'Università di Pisa e della Scuola Sant'Anna (clicca qui per leggerla). "Il titolo afferma il falso - chiarisce la missiva - oltre a indurre in maniera ingiustificata e strumentale un allarme sanitario, come se non vi fossero precise prescrizioni e controlli proprio sul livello di micotossine per il mais destinato all'alimentazione umana e animale, attribuendo indebitamente al mais transgenico qualità superiori".

"Quello che è accaduto - conclude - è un fatto di gravità inaudita, perché è stato speso il nome e il prestigio di due istituzioni scientifiche e formative di altissimo livello per un'operazione di propaganda di parte".

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