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martedì 13 febbraio 2018


Gdo, anche febbraio inizia col piede sbagliato

La debolezza con cui la Gdo ha iniziato il 2018 è qualcosa di più serio del previsto. Dopo aver perso il 6% delle vendite a gennaio, pari a un rosso in valore assoluto di 350 milioni di euro, la distribuzione moderna ha iniziato con il piede sbagliato anche il mese di febbraio. Secondo i dati raccolti da Nielsen, nella settimana che va dal 29 gennaio al 4 febbraio, il suo giro d’affari ha lasciato per strada un altro 2,31% rispetto allo stesso periodo del 2017. Il rosso dall’inizio dell’anno si attesta così al 5,29%. A titolo di raffronto, l’anno scorso dopo cinque letture il fatturato mostrava un progresso dell’1,12%, favorito soprattutto dal balzo dei prezzi dell’ortofrutta causato dalle gelate di quel periodo che avevano ridotto significativamente l’offerta. Non stupisce dunque che quest’anno sia proprio l’ortofrutta a soffrire maggiormente il confronto (-7,4% rispetto a dodici mesi prima). Risulta essere parecchio in difficoltà anche il non food (-5%), mentre mostra una certa resistenza il largo consumo confezionato che guadagno lo 0,4%.

A differenza dei dati precedenti, nei sette giorni in esame, si nota una certa disomogeneità nell’andamento delle quattro macro-aree in cui Nielsen ha suddiviso il territorio nazionale. Il Centro, che nel 2017 ha mostrato una forza sconosciuta al resto d’Italia, è riuscito a limitare molto le perdite (-0,75%), mentre il Nord-ovest è affondato (-3,49%). Nel mezzo si trovano il Nord-est e il Sud, che hanno lasciato per strada rispettivamente il 2,12% e il 2,17%.

Per il 2018 Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia restano il fanalino di coda (-6,36%), mentre Toscana, Marche, Umbria, Lazio e Sardegna vantano la performance “migliore” (-4,49%). Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia si attestano, infine, a -5,49% e Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia a -5,18%.

Fonte: La Repubblica


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