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venerdì 19 gennaio 2018


De Castro: parere Corte Ue su biotech spunto per ricerca

"Se fosse accolto nella sentenza finale, il parere dell'Avvocato della Corte di giustizia europea sulla mutagenesi sito-specifica confermerebbe ciò che diciamo da tempo: esistono nuove tecniche di ingegneria genetica che non creano nuovi Ogm o frankenfood, ma che ci danno l'opportunità di rendere più precise e sicure modifiche al genoma del tipo che l'uomo applica alle piante dalla nascita dell’agricoltura”. Questo il commento di Paolo De Castro, primo Vice Presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, alle conclusioni dell’Avvocato generale della Corte di giustizia nella causa sulla nozione di Ogm. “Può essere  un fatto di grande importanza- prosegue De Castro- poiché l’innovazione varietale assume oggi un ruolo fondamentale per rispondere ai cambiamenti climatici e, in generale, alle sfide dell'agricoltura e dell'alimentazione del futuro”.

“Per il momento l'Avvocato generale si è espresso solo su una di queste moderne biotecnologie - spiega il primo Vice Presidente - bisognerà studiare la sentenza e capire se gli stessi criteri siano applicabili anche ad altre”. “Una delle considerazioni su cui insiste il parere -conclude l’eurodeputato - cioè che la tecnica esaminata non comporta l'inserimento di Dna estraneo all'interno di un organismo vivente può avere conseguenze interessanti; come ad esempio facilitare l'accesso di Università e piccoli laboratori, che non possono permettersi le onerose procedure di autorizzazione degli Ogm, a strumenti più sicuri e veloci per l'innovazione varietale intraspecie, cioè nell'ambito della stessa specie, potenziando la ricerca e lo sviluppo di nuove varietà”.
 
 
 
 


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