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martedì 28 novembre 2017


Il boom della frutta nei distributori automatici

Sempre più frutta nel vending. Il fatturato della distribuzione automatica nel 2016 è cresciuto in Italia del 2,13% sfiorando i 3,5 miliardi di euro con quasi 11 miliardi di consumazioni. A certificarlo uno studio realizzato da Accenture per Confida, l’associazione che rappresenta l’intera filiera di settore in Italia. I consumi dai distributori automatici sono cresciuti dello 0,48% mentre il totale del mercato del cosiddetto "porzionato" (le macchine a capsule e cialde per casa e uffici) è aumentato del 4,3%.

Il caffè è il prodotto più venduto con  2,7 miliardi di consumazioni (+1,67% rispetto al 2015) ai distributori automatici, il 55,5% del totale in questo canale. Tra gli snack più diffusi, si rafforza il consumo di quelli a base di cioccolato (+1,47%) e dei biscotti (+5,76%). Ma il balzo in avanti più significativo è proprio quello fatto registrare da frutta fresca (+55%) e secca (+50%)Bene anche nettari e succhi "100%" (+4,03%) ed energy drink, nicchia di mercato da 1,5 milioni di consumazioni aumentata dell’1,2%.

Tra le aziende del settore ortofrutticolo che puntano sui distributori automatici compaiono Gf Group, Noberasco, New Factor, Melinda, Kiku. Ampie le potenzialità anche per la IV gamma. C’è poi chi, come la siciliana Oranfresh, oltre ai distributori take away di spremute d'arancia fresca, ha da poco lanciato anche un distributore che spreme le mele per servire succo fresco. I distributori automatici vengono utilizzati poi anche per la frutta a chilometro zero.



Il 36% delle consumazioni legate al vending avvengono all’interno di industrie e grandi aziende. Nel comparto del lavoro privato si concentra il 17% dei consumi, mentre quello commerciale si attesta al 13%. Gli spazi deputati all’istruzione (scuole e università) e alla sanità valgono ciascuno l’11%. Varie strutture sanitarie, come il Gruppo ospedaliero San Donato, leader in Italia, hanno deciso di puntare su snack sani per i loro pazienti, privilegiando proprio frutta e verdura. Le erogazioni dei distributori collocati nei luoghi pubblici (sale giochi, centri commerciali, biblioteche, associazioni e circoli, oratori…) valgono invece il 6% dei consumi complessivi. A seguire, luoghi di svago e di passaggio (aeroporti, stazioni, metropolitane…) con il 3% ciascuno.

Sono oltre  800mila le macchine installate in Italia (primo Paese europeo), che precede Francia (590 mila), Germania (555 mila) e Inghilterra (417 mila). Il nostro Paese, non a caso, è il principale produttore europeo di distributori automatici, un segmento del mercato della meccanica italiana esportato in tutta Europa e anche a livello mondiale. Il mercato delle vending machine vale circa 300 milioni di euro (escluso il mercato delle macchine da caffè per hotel, bar e ristoranti, un altro mercato in cui l’Italia è leader) di cui il 70% è esportato all’estero. L’export di distributori automatici made in Italy nei primi sei mesi del 2017 vale quasi 213 milioni di euro con una crescita del 5% rispetto allo stesso periodo del 2016.

“Le vending machines – il commento del presidente di Confida Piero Lazzari – negli ultimi anni si sono evolute tecnologicamente, integrando funzioni intelligenti tramite schermi touch, sistemi di telemetria, pagamento mobile. In questo modo permettono una semplice ed efficace interazione uomo-macchina e quindi rappresentano, come messo in evidenza anche dal Politecnico di Milano, una delle migliori applicazioni dell’Internet of Things in Italia”.

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