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mercoledì 29 novembre 2017


Così Coop Italia controlla i fornitori

Oltre 1.700 audit e 2,7 milioni di determinazioni analitiche: i controlli sui prodotti e la tracciabilità sono una delle tre gambe – come ama dire Marco Pedroni, presidente di Coop Italia – su cui poggia l’agroalimentare italiano. Le altre due sono costituite dalla rete delle piccole medie aziende e dalla biodiversità del cibo italiano “che va mantenuta e rafforzata”, aggiunge Pedroni.

Per quanto riguarda i controlli, sono la prima leva su cui agisce Coop. Complessivamente su quasi 500 fornitori a marchio sono stati indirizzati, nel 2016, 1.734 audit (cioè verifiche di conformità) ed effettuate 2.775.903 determinazioni analitiche, comprese quelle firmate dal laboratorio di Coop Italia che da oltre 20 anni garantisce la sorveglianza del sistema sia con attività consolidate, sia con altre dedicate ai rischi emergenti in campo alimentare. 

Una strumentazione di estrema avanguardia è il nuovo sequenziatore Ngs il quale, assieme alle tecniche Digital Pcr di ultima generazione, fotografa dallo scorso anno il Dna degli alimenti con un approccio “un-target”, ovvero segnalando anomalie di prodotto senza necessariamente conoscere l’elemento “estraneo” da ricercare.

Coop sottopone a controllo periodico anche i fornitori di prodotti non a marchio attraverso il Progetto Qualità, che coinvolge fornitori sia nazionali che locali. Nel 2016 si contavano 183 audit e 20.027 determinazioni analitiche sui prodotti alimentari e non.

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a cura della Redazione

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