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giovedì 26 ottobre 2017


Sistemi fisici per il controllo della muffa degli agrumi

La muffa verde-azzurra (Penicillium italicum e Penicillium digitatum) è una delle malattie più pericolose per il comparto agrumicolo, sia durante la conservazione che nel corso della distribuzione. Il contrasto a questa malattia si basa sulla prevenzione, considerando che i fungicidi ammessi, dove utilizzati, perdono progressivamente di efficacia in seguito alla facile insorgenza di fenomeni di resistenza. È evidente come mezzi alternativi alla lotta chimica siano fondamentali per controllare al meglio questa patologia, anche a seguito della crescente richiesta di agrumi non trattati chimicamente sull'epidermide.

Negli anni sono stati testati carbonati e bi carbonati di sodio e potassio e del sorbato di potassio, utilizzati sia in acqua a temperatura ambiente che calda, con risultati soddisfacenti. Recentemente, una ricerca condotta da studiosi spagnoli ha esaminato l'efficacia di trattamenti fisici in post-raccolta tramite l'utilizzo di macchine spazzolatrici in acqua calda e per mezzo della radiazione ultravioletta. I due sistemi sono stati combinati con lieviti antagonisti del fungo per potenziare l'effetto.

Interessanti i risultati: il solo utilizzo dei trattamenti fisici, consente di abbassare l'incidenza della muffa di circa il 70%; il lievito antagonista è stato efficace nel ridurre la gravità della malattia, e d'indurre una resistenza sistemica sulla buccia. I trattamenti combinati hanno permesso di diminuire notevolmente la sensibilità del frutto alla malattia e di prolungarne la vita post-raccolta.

Se i dati verranno confermati anche negli studi successivi, i risvolti per la filiera agrumicola potranno essere di indubbio interesse.

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