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lunedì 16 ottobre 2017


Così greening e giovani danno una spinta alla riforma Pac

“L’accordo tra Parlamento europeo, Commissione e Consiglio è stato raggiunto”. Così il primo vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro ha commentato al termine del quarto trilogo di giovedì scorso che ha riguardato la parte agricola del Regolamento Omnibus.

“Come Parlamento europeo siamo molto soddisfatti - ha detto De Castro - la proposta approvata in Commissione agricoltura è stata infatti adottata quasi interamente. Molte sono le novità contenute nella riforma di medio termine della Pac che siamo certi riusciranno a creare le condizioni per un miglioramento della posizione dei nostri agricoltori all’interno della filiera agro-alimentare, ad allargare la possibilità di accesso agli strumenti di gestione dei rischi e a semplificare l’applicazione del greening dell’attuale Pac”.

Rispetto alla proposta iniziale della Commissione, che mirava solo ad alcune modifiche all’attuale funzionamento della Pac, l’intesa raggiunta offre dunque la prospettiva di una vera e propria riforma di medio termine. Voluta soprattutto dal Parlamento “che – ha spiegato l’europarlamentare - non si è limitato a lavorare nello stretto recinto proposto dalla Commissione, ma ha confezionato una proposta di revisione vera e propria. La ricognizione delle criticità presenti nell’attuale regolamentazione e la consapevolezza che queste si sarebbero potute affrontare solo nella prossima legislatura, ci ha spinto a proporre un intervento di revisione più vasto e a sostenerlo utilizzando le prerogative offerte al Parlamento dalla procedura di co-decisione”.

Un risultato, quindi, straordinario secondo De Castro: non solo sul piano dei contenuti, ma anche sul piano politico dove, ancora una volta dopo la riforma del 2013, il Parlamento ha dato prova di essere un perno decisivo del processo di costruzione legislativa europea.
Veniamo ai principali temi dell’accordo, partendo dall’agricoltore attivo, figura finalmente disciplinata nel 2013 per evitare che le risorse Pac finissero nelle mani di chi agricoltore non è: la proposta della Commissione sull’argomento ci avrebbe fatto tornare indietro. “Pur comprendendo l’intenzione di risolvere le difficoltà amministrative incontrate negli Stati membri nell’applicazione della nuova disciplina, il Parlamento ha difeso il principio che a essere beneficiari possano essere solo gli agricoltori professionali – ha specificato De Castro - Viene così mantenuta la definizione di agricoltore attivo, con la possibilità di deroghe specifiche strumentali a contenere il carico amministrativo degli Stati membri”.

Poi, il capitolo dei pagamenti diretti: il Parlamento lo ha affrontato soprattutto con l’obiettivo di semplificare un carico di impegni per beneficiari e controllori che era diventato difficilmente sostenibile. “Siamo intervenuti per razionalizzare un complesso apparato di impegni, mantenendo intatta la valenza ambientale e collettiva dei pagamenti diretti rivedendo alcuni temi – ha continuato l’europarlamentare - Per quanto concerne il greening, il Parlamento ha lavorato soprattutto sulla diversificazione delle colture e sulle aree di interesse ecologico”.
Il secondo obiettivo è stato quello di valorizzare il ruolo dei giovani agricoltori nei pagamenti diretti, dando nuovo vigore e intensità al cosiddetto pagamento giovani introdotto nel 2013 che, seppure condivisibile nelle intenzioni, restava ancora troppo timido negli effetti secondo il Parlamento. Si mantengono e rafforzano gli impegni sugli aiuti accoppiati, dando la possibilità agli agricoltori di incrementare i propri livelli produttivi e agli Stati membri di rivedere annualmente i settori beneficiari, in chiave anti-ciclica.
“La gestione dei rischi è stata un altro importante capitolo – ha osservato De Castro - Gli interventi promossi nel 2013 si sono rivelati insufficienti per promuovere l’accesso degli agricoltori a strumenti assicurativi, fondi di mutualità e meccanismi di stabilizzazione dei redditi. Cosi, prendendo spunto dalla proposta della Commissione di abbassare la soglia di indennizzo contemplata per il nuovo meccanismo di stabilizzazione dei redditi settoriale, il Parlamento è riuscito a estenderla alle assicurazioni, portando al 20% la perdita di prodotto necessaria per l’attivazione; ha innalzato dal 65 al 70% l’intensità del contributo pubblico e introdotto la possibilità di utilizzare indici economici per la misurazione delle perdite”.
Sempre nell’ambito dello sviluppo rurale sono stati varati diversi aggiustamenti. In particolare, sono stati finalizzati a rafforzare gli effetti delle provvidenze per il primo insediamento dei giovani, la partecipazione ai regimi di qualità e gli investimenti effettuati dagli agricoltori nell’ambito dei piani di sviluppo rurale.

Infine, il grande capitolo delle misure di mercato: lo sforzo è andato nella direzione di dare maggiore forza contrattuale alle formule organizzative degli agricoltori, Op e Aop che sono potenziate dall’accordo e viene, in linea generale, consolidato il loro protagonismo all’interno delle relazioni contrattuali di filiera, derogando finalmente il settore agricolo dalle regole sulla concorrenza che riguardano la produzione, la vendita e la trasformazione dei prodotti agricoli, indipendentemente dal fatto che ci sia o meno un trasferimento di proprietà del prodotto dagli agricoltori all’Op.

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