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giovedì 12 ottobre 2017


«Shopper a pagamento? Effetto boomerang, urge proroga»

Iniziano a fioccare le reazioni al Decreto legge Mezzogiorno del giugno scorso che dispone lo stop graduale, a partire dal prossimo gennaio, dei sacchetti di plastica forniti come imballaggio per alimenti sfusi, in primis frutta e verdura, che dovranno essere sostituiti da "buste" biodegradabili cedute esclusivamente a pagamento (cliccare qui per leggere).

In una nota inviata ieri alle redazioni, la presidente della Federazione italiana dettaglianti dell’alimentazione (Fida) di Confcommercio-Imprese per l’Italia Donatella Prampolini Manzini (nella foto), sostiene che l’impatto della nuova norma - che recepisce una norma europea finalizzata ai tutelare l’ambiente e stimolare i consumatori ad adottare comportamenti sostenibili - “non è stato adeguatamente valutato”. Per questo, la dirigente di Confcommercio, di cui è vicepresidente nazionale, chiede “una proroga prima dell’applicazione del provvedimento”.

Prampolini Manzini teme che il provvedimento possa “trasformarsi in un boomerang sia per i consumatori che per l’ambiente”. E spiega: “la soluzione adottata avrà effetti ben diversi da quelli delle norme sugli shopper: in quel caso il consumatore aveva un’alternativa, l’acquisto di esemplari riutilizzabili mentre nella fattispecie gli alimenti freschi rischierebbero di contaminarsi a contatto con sacchetti riutilizzati, indipendentemente dal loro materiale”. 



Insomma, aggiunge la presidente Fida, “se l’obiettivo è quello di spingere il consumatore a un comportamento più sostenibile per l’ambiente, in questo caso non sarà possibile". E il consumatore "dovrà pagare i sacchetti che il punto vendita non potrà far a meno di fargli pagare pena una sanzione dai duemila e cinquecento ai centomila euro”.

“Il rischio - sottolinea ancora Prampolini Manzini - è che nei punti vendita lo sfuso venga gradualmente sostituito col confezionato e in questo caso si avrà l’effetto contrario a quello ricercato dal legislatore europeo perché aumenteranno gli imballaggi”.

Di qui la richiesta di una proroga del Governo che Confcommercio ha già avanzato al ministero dell'Ambiente. “Trattandosi del recepimento di una norma comunitaria non ci sono altri margini di manovra se non ridiscutere la norma a livello europeo e far capire in quella sede le criticità che impediscono di raggiungere le finalità perseguite”.

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