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giovedì 12 ottobre 2017


Patata di Bologna Dop cambia look, più comunicazione

A pochi mesi dall’ottenimento della tutela - risultato conseguito dopo un percorso di validazione durato 16 anni volto a riconoscere prima e “difendere” poi la Dop conquistata nel 2012 - il Consorzio della patata di Bologna ha presentato ieri a Milano la nuova immagine e la nuova campagna di comunicazione finalizzata a sostenere un prodotto per il quale, è stato detto in conferenza stampa, sta crescendo l’interesse sia da parte dei produttori, sia da parte di chi opera a valle della filiera.

Il Consorzio di tutela associa 10 produttori iscritti direttamente per un totale di 70 aziende agricole iscritte al piano dei controlli rappresentati dall’Op Assopa, sei soci appartenenti alla categoria confezionatori e tre cooperative agricole di entrambe le categorie. La superficie coltivata nel 2017 - inserita nel Piano dei controlli - è di 336 ettari circa, mentre il raccolto 2017 è pari a circa 11mila tonnellate.
 
Per il 2018, l'obiettivo è incrementare di un 20% il prodotto per arrivare nel 2020 a un raddoppio del prodotto disponibile. Nel 2016 il volume d'affari fatturato dai soci è stato di circa cinque milioni di euro garantiti dall'unica varietà inserita nel piano dei controlli, ovvero la PrimuraIl prodotto è presente sul mercato italiano della moderna distribuzione organizzata: il 30% è a marchio patata di Bologna Dop, mentre il restante 70% è private label.

“La campagna di commercializzazione, iniziata a luglio, è ora nel vivo - spiega il presidente del Consorzio Alberto Zambon - i volumi sono più bassi della scorsa stagione a causa delle avversità meteorologiche, ma la qualità è ottima e sul fronte delle vendite registriamo un +10% rispetto al 2016; riscontriamo un interesse sempre maggiore da parte dei produttori di patate che vogliono approcciare il mercato in maniera distintiva”. Di qui il restyling e il lancio di una comunicazione più efficace che per la prima volta interesserà anche la televisione per “incrementare le vendite e avere quindi più risorse da destinare alla comunicazione per far conoscere la nostra Dop anche al consumatore”, aggiunge Zambon. 


La conferenza stampa di ieri a Milano

Tutte le nuove confezioni in vendita vedranno affiancati brand patata di Bologna Dop assieme al nuovo logo del Consorzio di tutela composto da due patate stilizzate raffiguranti due anelli d’oro che si sovrappongono, simbolo della cooperazione, dell’intreccio tra storia, cultura, tradizione bolognese e il frutto nobile della pPatata di Bologna Dop, rappresentata dall’inclinazione della figura più piccola che evoca l’immagine delle due Torri di Bologna.

Con il claim “La bontà è di questa terra” il Consorzio sarà on air con una campagna di comunicazione che prevede una pianificazione Tv e stampa con l’ausilio del Piano di sviluppo rurale 2014/2020 della Regione Emilia Romagna. “I valori messi in campo nella campagna di comunicazione sono quelli che contraddistinguono la tipicità della Dop”, aggiunge il presidente: “Dal territorio alle sue eccellenze produttive, dalla persone e dalla loro dedizione alla pataticoltura alla qualità e alla bontà di un prodotto genuino e autentico”.

Agli strumenti più classici come la stampa e le media relation si affiancano una pianificazione mirata sui principali social network e una presenza significativa on-line per presentare la patata bolognese, iniziando con uno spot pre-roll 15, 30 e 60 secondi, un film emozionale dove territorio, passione e bontà si uniscono nell’eccellenza della patata di Bologna Dop.

Facebook e Instagram saranno aggiornati con foto, ricette ed immagini curiose, mentre il nuovo sito internet ha una veste più fruibile e navigabile anche in mobilità. "Bolognesità" e qualità sono i driver principali per scoprire la Dop italiana anche attraverso un ricettario arricchito nella sezione “Una Vip in cucina”, che invita a mettere alla prova la bontà e la qualità della varietà Primura.

Il Consorzio di Tutela della Patata di Bologna Dop, è stato detto ieri a Milano, è in grado di salvaguardare una “patata esclusiva” e di promuovere il legame fra produttori, territorio, gusto e tradizione. Sottolineata anche l’attività dell’agente vigilatore che prevede i controlli sulle confezioni, sulla corretta indicazione della denominazione e sulla presentazione del prodotto nei punti di vendita.

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