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lunedì 18 settembre 2017


La stagione italiana di Kamarino

A un anno dall’entrata nel mercato italiano, e con l’inizio della nuova raccolta di pomodori, Guido Grasso, titolare dell’azienda Dorilli di Vittoria (Ragusa), fa un primo bilancio del "nuovo corso" della sua azienda. Che punta sempre alla produzione e vendita del pomodoro Kamarino, proposto al cliente a condizioni qualitative e gustative elevate e costanti nel tempo. Ma che, appunto, fino a un anno fa era destinato al 95% all’estero, Regno Unito, Svizzera e Germania in testa.

“In attesa dell’avvio della stagione di Kamarino, che sarà disponibile dai primi di ottobre, possiamo fare qualche considerazione sul nostro primo anno di commercializzazione in Italia – spiega Grasso a Italiafruit News – Ci sono voluti alcuni anni di test e diversi tentativi nelle piattaforme distributive, alle quali le aziende di medie dimensioni come la mia normalmente si appoggiano, ma ora finalmente abbiamo rapporti diretti con una grande catena distributiva del Centro-Nord. Il che è giusto, perché quando si produce l'alto di gamma la gestione deve essere del produttore, senza complicazioni e intermediazioni da parte della piattaforma”.

“Le grandi perplessità della Gdo nazionale riguardavano il fatto che la nostra azienda sia monoprodotto e di dimensioni troppo piccole – prosegue l’imprenditore siciliano – In più c’è la questione logistica: molte insegne non considerano che le vendite di un prodotto che parte da zero iniziano lentamente, quindi spesso si ordina troppo prodotto che poi resta sullo scaffale a invecchiare. Il pomodoro di alta gamma, invece, deve sempre apparire fresco, non possiamo permetterci che la parte verde si secchi”.

Insomma, anche le aziende di medie dimensioni sanno fare produzioni di elevata qualità, ma va gestita la logistica e la crescita graduale nel mercato. “Abbiamo deciso per un anno di prova – dice Grasso – e iniziato a spedire mezze pedane invece che intere. L’acquisto si fa d’impulso e, di impulso, il consumatore guarda la freschezza, non può comprendere la bontà. Che però riconosce una volta arrivato a casa”.

Così, dopo un primo mese e mezzo a volumi di 100 colli per settimana, alcune prove di assaggio a fine novembre 2016 hanno consentito di raddoppiare a 200, diventati 300 a fine marzo. “A questo punto – ricorda Grasso – subito dopo i volantini promozionali siamo passati a 700 colli e la seconda metà di giugno abbiamo concluso inviando 1.000-1.200 colli/settimana. Il che non mi ha sorpreso, perché è la stessa esperienza che abbiamo fatto all’estero, in Germania e in Svizzera”.



“Ovviamente non posso sapere in quanto tempo il prodotto che sto distribuendo nell'insegna italiana raggiungerà la cosiddetta maturità, ma so che all’estero, di norma 3-4 anni di incremento delle vendite ci sono. Ora – conclude Grasso - è mio dovere gestire la crescita al meglio, garantendo nel tempo gli stessi standard qualitativi”.

Il formato delle confezioni Kamarino, in Italia e all’estero, è quello da 250 grammi, considerato ideale per essere proposto a un prezzo accessibile e a un giusto ritorno per il produttore.

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