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lunedì 11 settembre 2017


Goji Italiano, nuove ricerche sul frutto della salute

Se le bacche di goji sono state inserite tra i superfood vuol dire che le loro proprietà nutraceutiche sono notevoli. Ma lo studio di questi frutti va avanti e le virtù delle bacche della salute coltivate in Italia sono state evidenziate da nuove ricerche da parte del Dipartimento di scienze biomolecolari dell'Università di Urbino e dalle Università di Napoli Federico II – Facoltà di Farmacia e dall’Università “Friedrich Schiller” di Jena – Istituto di Farmacia.

Oggetto dello studio le bacche del Goji Italiano prodotte dalla Rete d'imprese Lykion, la filiera multiregionale specializzata nella produzione e distribuzione delle preziose bacche rosse fresche e biologiche.

Paolino Ninfali, direttore del Dipartimento di scienze biomolecolari, ha accertato il grande potere nutraceutico delle bacche e dei derivati e trasformati, in termini di polifenoli, licopene e soprattutto in termini di unità Orac (l'unità di misura con cui si misura la capacità antiossidante di un alimento). Come sottolinea la Rete Lykion, la ricerca conferma la grande valenza antiossidante di un prodotto innovativo come la bacca di Goji Made in Italy derivante dalla filiera bio delle regioni del Sud Italia e dei prodotti agroalimentari facenti parte del paniere dei prodotti al Goji Italiano.

Adesso è la volta di una nuova ricerca svolta sull'asse Napoli-Jena. Si scopre così che il Goji Italiano bio possiede non solo grandi capacità nutraceutiche e salutistiche, ma anche caratteristiche e principi bioattivi funzionali per la cosmetica e la farmacologia derivanti oltre che dai suoi frutti anche dalle foglie e dai fiori.



"La ricerca coordinata dal professor Martino Forino, ha previsto un pattern di analisi e osservazioni di vario tipo, tra cui quelle basate sulla spettroscopia di risonanza magnetica nucleare (Nmr) un sistema che ha consentito di fugare dubbi e contraddizioni presenti nella consolidata e a volte datata bibliografia del settore specifico", illustra Lykion. "Gli eccezionali risultati sono stati da poco pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Phytochemistry (“NMR-based identification of the major bioactive molecules from an Italian cultivar of Lycium barbarum”) e dimostrano come il Lycium barbarum coltivato in Italia possieda importanti molecole in quantità utili alla salute umana, quando opportunamente rese biodisponibili. In particolare nelle bacche fresche sono stati ritrovati ferulotiramine, l’acido caffeico, l’acido idrocinnamico e l’acido idrossiferulico, la quercitina, la miricetina e l’acido clorogenico; nei fiori e nelle foglie sono stati ritrovati l’acido clorogenico e la rutina, nei fiori la dicaffeoilspermidina, mentre nelle foglie e negli steli anche ferulotiramine. Tutte molecole con potere antiossidante e antinfiammatorio, antibiotico, antiaging e preziose contro la sindrome metabolica".

“Collaboriamo con vari enti di ricerca - aggiunge l’agronomo Rosario Previtera, presidente della Rete di imprese Lykion - per fornire ulteriore garanzia di qualità ai consumatori e soprattutto per avvalorare le proprietà del Goji Italiano fresco e bio, per dimostrare che esso non ha niente a che vedere con quello cinese che arriva essiccato in Europa da un decennio. Un prodotto pieno di conservanti e solfiti. Non ci limitiamo a ricerche standard inerenti le componenti già conosciute del Goji ma cerchiamo di essere pionieri, cercando di andare oltre, per rafforzare il comparto della nutraceutica nel settore agricolo e agroalimentare. Tra i prossimi filoni di ricerca già in essere, vorremmo intraprendere quello che ci potrà consentire di ottenere la cosiddetta firma spettrale del Goji Italiano”.

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Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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