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venerdì 25 agosto 2017


Sicurezza alimentare, scende in campo Ibm

La tecnologia blockchain - un protocollo di comunicazione informatico nato con la moneta virtuale Bitcoin - per garantire maggiore sicurezza ai consumatori lungo tutta la filiera del cibo. Il colosso americano Ibm ha avviato un progetto per portare più trasparenza nella filiera agroalimentare globale dando vita a un consorzio assieme a partner come Dole, Golden State Foods, Kroger, McCormick and Company, Nestlé, Tyson Foods e Walmart.

Tracciabilità e trasparenza sono gli obiettivi principali da raggiungere e per le aziende c'è l'opportunità di dare ulteriori garanzie ai consumatori, di esprimere uno storytelling del proprio prodotto ancora più profondo e credibile, di conservare e rendere consultabili tante informazioni lungo tutta la filiera.

"Molti dei problemi critici che riguardano la sicurezza alimentare, come contaminazione incrociata, diffusione di patologie a trasmissione alimentare, sprechi non necessari e aggravio economico dei richiami, sono acutizzati dal mancato accesso a informazioni e tracciabilità", spiega Ibm. "L'identificazione del punto esatto dal quale si è originata una contaminazione, per esempio, può richiedere settimane, con la conseguenza che altre persone si possono ammalare, si verificano mancati introiti e sprechi di prodotti. Ad esempio, per identificare la fonte di contaminazione agricola in occasione di un recente caso di salmonella nella papaya sono stati necessari più di due mesi".



La blockchain è lo strumento con cui affrontare tali sfide poiché definisce un ambiente fidato per tutte le transazioni, siano esse di carattere finanziario (questo il caso dei Bitcoin) oppure dei passaggi lungo la filiera agroalimentare. "Nel caso della supply chain alimentare globale - sottolinea l'azienda di Armonk - tutti i partecipanti, agricoltori, fornitori, trasformatori, distributori, rivenditori, fino a chi è responsabile delle normative e consumatori, possono accedere alle informazioni note e fidate relative all'origine e allo stato degli alimenti per le proprie transazioni. Ciò permette ai fornitori di generi alimentari e agli altri membri dell'ecosistema di utilizzare una rete blockchain per tracciare velocemente e all'origine eventuali prodotti contaminati e assicurarne la rimozione sicura dagli scaffali dei negozi, impedendo così la diffusione delle patologie".

Dole, Golden State Foods, Kroger, McCormick and Company, Nestlé, Tyson Foods, Walmart e altri, insieme ad Ibm, sostengono il valore della tecnologia blockchain per il settore alimentare. In test svolti sia in Cina che negli Stati Uniti, Ibm e Walmart hanno di recente dimostrato che la blockchain può essere utilizzata per tracciare un prodotto, dall'azienda agricola per tutti gli stadi successivi fino agli scaffali del negozio, nel giro di pochi secondi, anziché in giorni o settimane. "Questi test - fa notare Ibm - hanno inoltre dimostrato che le parti coinvolte nell'intera supply chain alimentare globale considerano la sicurezza degli alimenti un problema di collaborazione piuttosto che un problema di concorrenza, e sono disponibili a cooperare per migliorare il sistema alimentare globale".



“Walmart, che sostiene l’esigenza di una maggiore chiarezza del sistema alimentare a vantaggio dei consumatori, non vede l'ora di avviare la collaborazione con le altre organizzazioni per velocizzare l'analisi di come questa tecnologia possa essere utilizzata per una tracciabilità ed una sicurezza alimentare più efficaci - spiega Frank Yiannas, vice presidente della divisione Food safety di Walmart - La tecnologia blockchain consente lo sviluppo di una nuova era di trasparenza end-to-end nel sistema alimentare globale, e ciò implica la possibilità di fare luce sui protagonisti dell'ecosistema alimentare che promuoveranno ulteriormente azioni e comportamenti responsabili. Essa permetterà inoltre alle aziende di condividere le informazioni rapidamente e con sicurezza tramite una potente rete affidabile. Ciò è fondamentale per assicurare che il sistema alimentare globale sia sicuro per tutti”.

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Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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