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mercoledì 12 aprile 2017


Efsa, il 97,2% degli alimenti è con residui nella norma

Gli alimenti consumati nell'Unione europea continuano a essere in gran parte privi di residui di fitofarmaci, o ne contengono in ogni caso nei limiti di legge. E' quanto emerge dal rapporto diffuso ieri dall'Efsa, l'Agenzia per la sicurezza alimentare con sede a Parma, secondo il quale nel 2015 il 97,2% dei campioni di prodotti alimentari raccolti nella Ue28, più quattro Paesi dell'area "Efta Country" (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, secondo quanto riferisce l’Agenzia Radiocor Plus, ndr), soddisfaceva i limiti di legge e il 53,3% era privo di residui quantificabili; il 43,9% conteneva invece residui che comunque non superavano i limiti di legge. I 32 Paesi "dichiaranti" hanno analizzato nel complesso 84.341 campioni, per 774 fitofarmaci. I limiti di legge sono stati superati nel 5,6% dei campioni provenienti da Paesi extra-Ue: un po' meno rispetto al 6,5% rilevato nel 2014.

Nel report l'Efsa illustra i risultati del programma di controllo coordinato dall'Ue, in base al quale i Paesi "dichiaranti" hanno analizzato campioni su un'ampia lista di prodotti alimentari provenienti da una settantina di stati. Per il 2015 i prodotti analizzati sono stati melanzane, banane, broccoli, olio vergine di oliva, succo di arancia, piselli, peperoni, uva da tavola, grano, burro e uova. Il tasso più alto di superamento dei limiti è stato registrato nei broccoli (3,4% dei campioni), seguito dall'uva da tavola (1,7%). In rari casi è stato riscontrato nell'olio d'oliva, nel succo d'arancia e nelle uova di gallina. Per l'Efsa il rischio per i consumatori era comunque basso.

“Gli standard qualitativi dei prodotti italiani sono altissimi e sono figli di un sistema di limiti e controlli estremamente stringenti ed efficaci che garantiscono il più alto livello mondiale di sicurezza per i consumatori”. E' il commento di Agrofarma - Associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica.

“Dall'analisi effettuata su oltre 84mila campioni - osserva Agrofarma - emerge che nel 97,2% dei casi sono stati rispettati i limiti sui residui fissati dalla normativa comunitaria. E in questo contesto l'Italia si conferma tra i Paesi più virtuosi con il 98,5% di prodotti agroalimentari con residui inferiori ai limiti di legge, posizionandosi anche al di sopra della media dei paesi europei (98,3%)”.

Agrofarma ha poi ricordato che la presenza di residui a norma negli alimenti, spesso impropriamente definita “contaminazione”, non produce alcun danno alla salute delle persone; basti pensare per esempio che, per avvertire un qualunque effetto sull'organismo dovuto all'assunzione di residui da pomodori a norma, se ne dovrebbero mangiare circa 7mila al giorno, ogni giorno, per un'intera vita (Fonte: Ecpa). Inoltre, l'eventuale presenza di residui oltre i limiti di legge non deve essere automaticamente tradotta in un pericolo per la salute, in quanto nella definizione di tali limiti vengono considerate delle soglie estremamente cautelative rispetto a quelle che, superate, potrebbero comportare danni alla salute. Nel contesto europeo, l'Italia si conferma nuovamente ai vertici, non soltanto per quanto riguarda la varietà e la qualità dei suoi prodotti, ma anche per i minimi livelli di residui riscontrati.

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