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mercoledì 12 aprile 2017


Pasqua bagnata, Pasqua fortunata?

Le previsioni dei principali siti web che si occupano di meteorologia indicano che sarà una Pasqua "bagnata" per l'Italia. Una perturbazione atlantica dovrebbe raggiungere il nostro Paese proprio nei giorni delle feste, portando con sé un calo generalizzato delle temperature e temporali – da Nord al Centro-Sud – fortemente invocati dagli agricoltori delle regioni settentrionali che stanno convivendo con lo spettro della siccità. Oggi più che mai, infatti, servirebbero precipitazioni consistenti in grado di portare sollievo ai bacini idrici, svuotati da un inverno senza piogge né neve. Altrimenti, in molti territori, bisognerà scegliere se mantenere l'acqua nei fiumi o irrigare i terreni agricoli. 
 
"Il fiume Po è in magra come ad agosto, con un livello idrometrico al Ponte della Becca (provincia di Pavia, ndr) che misura -2,7 metri, un metro più basso dello scorso anno", si legge in una nota diffusa da Coldiretti. Che evidenzia una situazione complicata in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e addirittura drammatica in Veneto, dove la siccità nelle falde sta superando ogni record storico negativo degli ultimi 20 anni.

In Lombardia il livello delle risorse idriche disponibili è il più basso degli ultimi dieci anni e al di sotto dei livelli del 2007, l'annata peggiore del decennio. A destare le maggiori preoccupazioni sono i bacini dell'Adda e dell'Oglio che comprendono, rispettivamente, anche il lago di Como e di Iseo.

In Piemonte ed Emilia Romagna il volume complessivo delle risorse idriche disponibili è invece ai minimi dal 2010. La Regione Veneto, da parte sua, ha appena avviato le procedure per dichiarare di stato di crisi idrica. "Analizzando il periodo ottobre-marzo - fa sapere la Regione - c'è un deficit di 170 millimetri di precipitazioni a fronte dei 350 millimetri attesi, che difficilmente potrà essere recuperato, in considerazione del fatto che non c'è neve da sciogliere in montagna". L'attenzione è massima per il fiume Adige, la cui portata d'acqua è scesa fino a 37 metri cubi d'acqua al secondo, contro gli 80 di media per il periodo. "Questo è problema serio per l'Adige, monitorato alla chiusura di Boara Pisani (provincia di Padova, ndr), perché la risalita del cuneo salino dal mare all'interno della foce provoca l'impossibilità di derivare l'acqua a scopi irrigui", evidenzia l'Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale (Arpa) del Veneto.

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