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giovedì 2 marzo 2017


Pomodoro: no all’accordo. La filiera è poco «concentrata»

Continua a tenere banco la trattativa per la determinazione dell’accordo quadro, su quantità e prezzo, della campagna del pomodoro 2017. Ieri, infatti, nello scambio di note stampa tra Coldiretti Emilia-Romagna e Oi Pomodoro da industria del Nord Italia (vedi articolo di Italiafruit News) si è inserita anche Confagricoltura Emilia-Romagna. “Non meravigliamoci se manca la contrattazione – ha detto il presidente Gianni Tosi - Ognuno deve fare la propria parte. Spetta alle Organizzazioni dei produttori programmare l’offerta, concordare le superfici coltivate e rispettare gli accordi. La crisi finanziaria delle aziende Copador e Ferrara Food non deve essere il pretesto per bloccare la trattativa”.

“Sollecitiamo quindi le Op – a partire da quelle guidate da Coldiretti che ieri ha criticato il ruolo e la funzione dell’Oi Pomodoro da industria del Nord Italia - ad andare avanti nella contrattazione e – ha concluso Tosi - auspichiamo d’ora innanzi una gestione trasparente delle stesse Op che rispetti le superfici concordate, per il bene del comparto e per le tasche degli agricoltori che, tra l’altro, sono già in prossimità del trapianto”.

Intanto, il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, rispondendo a un'interrogazione nel question time alla Camera, ieri ha detto: “Puntiamo a raggiungere l’obiettivo della piena tracciabilità anche per i concentrati di pomodoro. Siamo al lavoro con l’intera filiera nazionale per tutelare il reddito dei nostri agricoltori, valorizzare le produzioni e dare la massima informazione ai consumatori”. Il ministro ha comunque segnalato che “allo stato attuale, le importazioni non appaiono condizionare le nostre superfici investite a pomodoro destinate alla trasformazione in prodotti tipici (pelato, polpa e concentrato, ndr) che negli ultimi anni si sono stabilizzate attorno a 70mila ettari”.

Martina ha poi assicurato che “per evitare la fraudolenta introduzione e commercializzazione nel nostro Paese di falsi concentrati di pomodoro Made in Italy, oltre a intensificare i controlli in tutte le fasi della filiera, i competenti organi di controllo monitorano anche i flussi di introduzione di prodotti provenienti da Paesi extraeuropei”.

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