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martedì 21 febbraio 2017


Op-Aop, nel 2017 aiuti per 237 milioni di euro

Con la presentazione dei Programmi operativi (Po) per il 2017, il sistema organizzato del settore ortofrutticolo nazionale conferma la tendenza all’aumento dell’aggregazione. Che sfiora il 50%, poco sopra la media comunitaria.

Secondo un report del ministero delle Politiche agricole, l’anno scorso sono state riconosciute 23 nuove Organizzazioni di produttori (Op) a fronte di 13 revocate e, quindi, al 1° gennaio 2017 risultano iscritte nell’elenco nazionale 13 Op in più, per un totale di 310. Le Associazioni di organizzazioni di produttori (Aop) sono, invece, 14 e riuniscono 73 Op.

L’incremento delle Op riconosciute comporta anche un aumento del 4,5% dei Programmi operativi approvati per il 2017, che passano da 289 a 300.
Il valore della produzione commercializzata (Vpc) - preso a riferimento per il calcolo dei fondi di esercizio del 2017 e che determina l’ammontare degli aiuti - ha sfiorato i 5,6 miliardi di euro, con un incremento del 7,8% rispetto al 2016 e una perfomance ancora più positiva rispetto al periodo 2016/15, quando ha registrato un incremento del 3%.
Di conseguenza, l’aiuto comunitario atteso per quest'anno ha registrato lo stesso aumento percentuale, superando la soglia dei 250 milioni. E - se in media l’aiuto effettivo si riduce del 6% rispetto a quello previsto – l’aiuto di cui andranno a beneficiare le Op italiane dovrebbe attestarsi intorno ai 237 milioni.

Nel 2015 alle Op italiane sono stati accordati aiuti per 215,7 milioni, oltre all’aiuto nazionale (777.762 euro) versato alle Op che hanno operato nelle regioni il cui livello di aggregazione è inferiore al 20% (Sardegna, Valle d’Aosta e Liguria). Il dato del 2016 si conoscerà solo una volta chiusi i controlli delle rendicontazioni presentate al 15 febbraio 2017. Situazione che consentirebbe all’Italia di mantenere la posizione di Paese leader nell’utilizzo dei fondi europei destinati ai programmi operativi.

“L’incremento evidenziato - fanno sapere dalla Direzione generale delle politiche internazionali e dell’Unione Europea del Mipaaf - dimostra che non c’è stato quel regresso dell’impianto associazionistico, con conseguente rilevante perdita di contributi comunitari, che parte del settore aveva paventato a seguito della cessazione del regime di fatturazione delegata al 31 dicembre 2015. Infatti, le cooperative fuoriuscite dalle Op, perché non intendevano rinunciare all’autonomia commerciale e possedevano i requisiti per diventare a loro volta Organizzazioni di produttori, sono state riconosciute come tali restando nel sistema organizzato”.

Continua, invece, la criticità della frammentazione e della disomogeneità del sistema organizzato sul territorio nazionale. Se, infatti, l’importo medio del fondo di esercizio per il 2017 è di 1,65 milioni di euro (+3% rispetto al 2016) la variabilità all’interno dei 300 programmi operativi approvati è estrema: si va da programmi inferiori a 100mila euro (sono 3) ad altri che superano i 10 milioni (5). Le Op del Centro-Sud che realizzano un programma operativo, poi, anche se rappresentano il 70% del totale (213 su 300, di cui 53 in Sicilia e 40 nel Lazio) sono per la maggior parte di dimensioni medio-piccole e associano solo il 39% del Vpc nazionale.

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