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giovedì 22 dicembre 2016


Mercati all'ingrosso, un pianto da Nord a Sud

Tomaso Pavan, grossista udinese e coordinatore nazionale del Gruppo giovani di Fedagro, ha aperto il vaso di Pandora. La sua analisi sulla situazione del commercio ortofrutticolo all'ingrosso (clicca qui per leggere l'articolo) ha aperto un acceso dibattito sulla nostra pagina Facebook.

L'articolo di Pavan, pubblicato martedì sera, in poche ore ha fatto il giro d'Italia e ieri contava centinaia di condivisioni e reazioni, oltre a tanti commenti che ben descrivono lo stato d'animo di chi opera nel settore, da Nord a Sud, sia nella produzione che nella commercializzazione di frutta e verdura.

Il grossista friulano ha parlato di situazione drammatica.  “La vera domanda da porsi è: nel contesto dei cambiamenti in atto nei consumi e nella distribuzione, i Mercati all'ingrosso hanno ancora un ruolo?”, scrive Virgilio Massaccesi, direttore commerciale di Oro della Terra, azienda ortofrutticola di Macerata. “L'exploit di Natale vive solo nei nostri ricordi, il consumismo sfrenato ha lasciato il posto ad un consumo più consapevole dove lo spreco non è più tollerato. Il nostro settore, eliminando lo spreco, perde il 20-25% del suo fatturato e mette in crisi i bilanci di tante aziende”.



“La gente non compra perché la merce, dopo il grossista, ha il rincaro della vendita al dettaglio. Noi i carciofini li consegnamo tra 0,30 e 0,7 euro di media, mentre nei supermercati non si trovano a meno di 9-10 euro il chilo”, il commento di Mario Ridolfo di Caltagirone (Catania). “Quindi, prima di dire che la gente non compra, mettiamola in condizione di acquistare: i rincari dei grossisti che percentuali hanno? Comprano a uno e vendono a 5...”.

Dalla Sicilia alla Puglia. Sul tema dei prezzi insiste anche Alex Gargiulo. “Situazione al Mercato all'ingrosso di Taranto: zucchine e melanzane a 3 euro il chilo, pomodoro ciliegino a 2,6. Ma stiamo scherzando? Poi vai all'ipermercato e trovi questi ortaggi a 0,99 euro il chilo. Noi dettaglianti siamo in ginocchio e compriamo al minimo”.

Vito Di Pierro di Bisceglie (Barletta-Andria-Trani ) è sconsolato: “E' una situazione economica e geograficamente generalizzata. Siamo a un passo dal baratro”. Il quadro descritto da Pavan è condiviso anche da Gianluca Squillante: “Purtroppo è così anche da noi al Centro agroalimentare di Salerno”. E lo conferma Sabatino Lombardi, di Pagani (Salerno). “Mercato vuoto e gente che compra il minimo”. E salendo al Nord Pietro Milani aggiunge: “Sono d'accordo, un dramma anche a Milano”. Pure da Fondi arrivano commenti negativi al periodo che stanno vivendo i Centri all'ingrosso.

Punta il dito contro la distribuzione moderna Michele Zanfardino di Afragola (Napoli): “I supermercati hanno tolto di mezzo i vecchi negozianti, è tutta merce che vendono attraverso piattaforma e noi commercianti medio piccoli siamo tagliati fuori da tutto”.
Un punto di vista condiviso anche da Angelo Davide di Casoria (Napoli). “Prima era tutto più bello perché esisteva il commerciante di quartiere dove si consolidava il rapporto umano e vivevano migliaia di famiglie, ora invece si compra nei grossi centri commerciali, dove a guadagnare sono solo imprenditori senza scrupoli e non esiste più il rapporto umano di un tempo”.

Armando Petronzi di Latina, invece, chiede più controlli dalla merce in arrivo dall'estero, mentre l'auspicio di Vito Barile di Palagiano (Bari) è di “non cadere più giù”.
“Situazione al limite del sostenibile qui al Sud – scrive Giuseppe D'Aprea – dove non si badava a spese per il cibo: quest'anno si compra col contagocce”.
Insomma, come riassume Marco Malaspina “è un pianto generale” e Paolo Biagio Pelaia conclude: “restiamo in tema, siamo proprio alla frutta da Nord a Sud”.

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