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giovedì 15 dicembre 2016


Congresso Areflh, consumi Ue giù del 18% in otto anni

Rafforzare il ruolo delle Op per controbilanciare la supremazia della Gdo, sviluppare forti campagne di promozione e comunicazione per fermare il calo generalizzato dei consumi, raccogliere la sfida competitiva nei confronti dell'innovazione tecnica e tecnologica. Queste le priorità emerse dal seminario che l'Areflh, l'associazione delle regioni ortofrutticole europee presieduta da Simona Caselli (nella foto), ha organizzato a Bruxelles il 5 e 6 dicembre scorsi, alla presenza di oltre venti rappresentanti di Aop europee, invitati dal presidente del collegio dei produttori, Louis Moulon.

Per l'Areflh l'Ocm Ortofrutta dovrebbe essere più flessibile e, soprattutto, andrebbe "rivitalizzata" con il rafforzamento delle Op. "Le Op e l'Ocm sono esperienze che funzionano – dice a Italiafruit News la presidente Caselli – Ma, come suggerito recentemente anche da un task force interna al Parlamento Ue, bisognerebbe intervenire per riequilibrare il valore tra produzione e distribuzione e, quindi, attenuare le pratiche scorrette e l'eccesso di potere contrattuale da parte della Gdo".

Il consumo di frutta e verdura nell'Ue è sceso del 18% in otto anni, secondo i dati presentati al congresso. "Questo declino è molto preoccupante", dice Caselli. L'Ue dovrebbe sostenere "campagne promozionali forti e permanenti" poiché, spiega l'associazione, "non è più necessario dimostrare l'effetto benefico di frutta e verdura sulla salute e sull'obesità. Ogni sforzo va fatto per riguadagnare quote di consumo".

Per Caselli un modello eccellente è "il progetto Frutta nelle Scuole, che ha portato effetti positivi. Come Areflh cercheremo di farlo conoscere meglio agli stakeholder del settore, attuando una raccolta delle iniziative realizzate nei vari Paesi e mettendo in evidenza i benefici. L'Areflh deve infatti rappresentare una piattaforma per scambiarsi esperienze e progetti".

"Occorre supportare – conclude la presidente – tutto ciò che può rendere più facile il consumo di ortofrutta: in molti Stati europei il livello è estremamente basso e può crescere molto, a tutto vantaggio dei principali Paesi produttori come l'Italia".

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