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martedì 18 ottobre 2016


Cimice marmorea, «situazione allarmante per le mele del Friuli Venezia Giulia»

La cimice marmorea asiatica (Halyomorpha halys) ha trovato le condizioni climatiche ideali per moltiplicarsi e ampliare la sua popolazione in Friuli Venezia Giulia, dove è stata rinvenuta per la prima volta nel 2014.

Le condizioni attuali sono allarmanti per le zone del Medio Friuli, della Bassa Friulana e della Bassa Pordenonese, con meleti e zone cittadine che negli ultimi giorni sono state letteralmente invase da sciami di cimici. Sul web e sui social media sono già circolate foto che non lasciano dubbi sulla gravità della situazione. Il primo commento "a caldo" è quello dell'assessore regionale all'Agricoltura Cristiano Schaurli, il quale segnala di avere già "attivato il fondo emergenza per il ristoro" agli agricoltori danneggiati. "Gli ultimi due inverni hanno favorito il riprodursi della specie alloctona – prosegue l'Assessore – I comuni devono fare un lavoro importante di soppressione".

Critico Cesare Bertoia, presidente della Coldiretti della provincia di Pordenone: "E' da due anni che gli agricoltori protestano per i danni della cimice, ma se ne parla solo ora che sono interessati i privati. Quest'anno abbiamo registrato il 40% di danni alle mele e notato i primi segnali infausti nei kiwi".

"Fino all'anno scorso i danni erano circoscritti alla zona del Codroipese, mentre ora l'insetto si è praticamente diffuso in tutta la Regione", ha detto a Italiafruit News Peter Larcher, presidente dell'Associazione per la certificazione Dop della mela friulana, costituita da quasi 50 aziende che rappresentano più del 70% dell'intera produzione melicola regionale.

"Per fortuna – sottolinea – ci rimangono da raccogliere solo le varietà tardive di mele, sulle quali però i danni si notano un po' ovunque. La situazione attuale è davvero spaventosa: Tantissime case sono tappezzate da cimici nei lati esposti al sole. In vita mia non ho mai visto una cosa del genere!".



Larcher è molto preoccupato per la prossima stagione melicola, pericola e peschicola. "La medicina migliore – osserva –, ora, sarebbe avere una settimana fredda con minime a meno 4 gradi e massime a più 2. Oggi, con 22 gradi di massima e un'umidità prossima all'80%, le cimici continuano a riprodursi. In questo frangente, poi, è assolutamente indispensabile l'aiuto della popolazione che dovrebbe sforzarsi di uccidere questi insetti con repellenti per ambienti domestici".

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