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mercoledì 11 maggio 2016


Biodiverso: gli ortaggi diventano accessori da indossare

Prodotti della terra che diventano accessori da indossare oltre che da mangiare. Palazzo Mincuzzi, uno dei templi architettonici di via Sparano a Bari, ospita per quattro giorni nelle sue vetrine il progetto BiodiverSo (acronimo di "Biodiversità delle specie orticole della Puglia") nell'ambito della manifestazione "Primavera Mediterranea".

BiodiverSo entra così in uno dei templi dello shopping, con un'incursione nel mondo dell'abbigliamento. La ricchezza delle varietà orticole locali, quasi assenti nella grande distribuzione organizzata, sarà esposta da domani al 15 maggio nel magnifico palazzo progettato nel 1923 da Aldo Forcignanò. Il percorso fotografico e le installazioni realizzate con alcuni dei prodotti locali di questa stagione sono una piacevole introduzione all'azione di studio e conservazione dell'agrobiodiversità finora realizzata dalle tre Università pugliesi con capofila il Dipartimento di Scienze agro-ambientali e territoriali dell'Università di Bari.

Al progetto BiodiverSO collaborano altri 14 partner, tra cui Eco-logica, società di ingegneria ambientale ed architettura del paesaggio. Saranno proprio gli architetti di Eco-logica, Patrizia Milano e Claudia Bufo a progettare e realizzare il percorso espositivo che cambierà di giorno in giorno, unendosi allo spirito che anima la "Primavera Mediterranea". Il tema della quinta edizione della "Primavera Mediterranea", il "Giardino dei sensi", è intimamente collegato con quanti, lontani dai grandi centri urbani, hanno sentito l'esigenza di conservare bellezza e biodiversità nei loro orti. "Primavera Mediterranea" celebra l'importanza del verde nel paesaggio urbano, la connessione città-campagna, il ritmo delle stagioni, l'esigenza di riportare bellezza e armonia negli ambienti metropolitani, la riflessione sul cambiamento della nostra dieta e sui moderni stili di vita. Il "Giardino dei sensi" è un'ulteriore sollecitazione a restituire vivibilità ed umanità ai centri urbani. Bari, città metropolitana, prova a immaginarsi diversa e migliore non solo con installazioni verdi temporanee, ma riproponendo elementi costitutivi dell'identità pugliese, saldamente legata all'eccellenza dei suoi prodotti agroalimentari.

Le oltre cento varietà orticole riscoperte grazie all'azione paziente degli esperti guidati dal prof. Pietro Santamaria (Uniba) racchiudono non solo un tesoro in termini di patrimonio genetico, ma anche la conservazione di una biodiversità mai come oggi minacciata. Gli eroi di questa storia sono stati gli agricoltori, che hanno capito l'importanza delle varietà locali conservandone i semi e assicurando così alle future generazioni il frutto dell'adattamento secolare al clima ed al suolo della Puglia.

Guardare le vetrine di via Sparano sarà quindi una magnifica occasione per essere aggiornati sulle ultime tendenze stilistiche e per capire come l'agro-biodiversità contiene in sé profonde lezioni di ecologia, indispensabili ormai proprio nelle odierne città metropolitane. Utilizzare uno dei simboli dell'edilizia privata del primo Novecento barese è un messaggio profondamente filosofico: c'è arte e bellezza nella natura e non possiamo farne a meno. Nemmeno in città.

Fonte: BiodiverSo


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