eventi
THINK FRESH
7 Settembre 2020
MACFRUT  DIGITAL
8-10 Settembre 2020
FRUIT ATTRACTION
Madrid
20-22 Ottobre 2020
SIAL
Parigi 
18-22 Ottobre 2020 
INTERPOMA
Bolzano 
19-21 Novembre 2020
INTERPOM  
Courtrai  (Belgio)
23-25 Novembre 2020

CIBUS
Parma 
4-7 Maggio 2021 

leggi tutto

venerdì 6 maggio 2016


Burocrazia, prezzi, Pac: le richieste dei produttori. «310 mila imprese ko dal 2000»

All'insegna dello slogan "Ei fu...siccome immobile", migliaia di agricoltori aderenti a Cia, Confagricoltura e Copagri hanno manifestato ieri a Roma, Bologna e Catanzaro chiedendo risposte precise e immediate al Governo su una situazione di grave rischio per la sopravvivenza delle aziende.

"Vogliamo produrre cibo di qualità e non carte in quantità". E ancora: "Non facciamoci spennare come polli" e "Agricoltori zero euro", "Le vacche non mangiano chiacchiere". Con cartelli come questi migliaia di agricoltori sono scesi in piazza per sottolineare lo stallo istituzionale e ottenere interventi per fronteggiare le emergenze del settore. Hanno aderito alla manifestazione anche gli agricoltori di Alpaa, Uci, Ugc e Aic "armati" di bandiere e palloncini, per lanciare un grido d'allarme: dal 2000 a oggi hanno chiuso oltre 310 mila imprese del settore primario.

Presenti a Catanzaro il presidente di Confagricoltura nazionale Mario Guidi, il vice presidente nazionale della Cia Alessandro Mastrocinque e il vice presidente nazionale di Copagri Alessandro Ranaldi. In piazza a Bologna, invece, c'erano l'onorevole Paolo De Castro della Commissione Agricoltura del Parlamento Ue, che ha sottolineato il suo impegno per ridurre il peso burocratico, oltre ai vicepresidenti nazionali di Cia, Antonio Dosi, e di Confagricoltura, Ezio Veggia e di Copagri, Roberto Cavaliere.

Tematiche fondamentali da risolvere al più presto

Ritardi nei pagamenti comunitari
Gli agricoltori - spiegano Cia, Confagricoltura e Copagri - sono in credito. E non solo dei 600 milioni di euro circa che ancora aspettano a liquidazione della Pac 2015 e dei contenziosi del 2014, ma soprattutto di una mancata attenzione del governo verso un settore vitale del Paese che impegna oltre 2 milioni di lavoratori, fattura con l'indotto oltre 300 miliardi di euro e sui mercati stranieri macina esportazioni da record con quasi 37 miliardi realizzati solo nell'ultimo anno.

Burocrazia asfissiante
Eppure, oggi come quindici anni fa, il comparto continua a scontare questioni non risolte. Basti pensare che solo la macchina amministrativa - tra ritardi, lungaggini, disservizi e inefficienze - sottrae all'agricoltura 4 miliardi di euro. Ogni azienda è costretta a produrre ogni anno 4 chilometri di materiale cartaceo per rispondere agli obblighi burocratici, "bruciando" oltre 100 giornate di lavoro.

Prezzi all'origine in caduta libera
Altro tema caldo, il crollo dei prezzi alla produzione e della forbice esorbitante nella filiera tra i listini all'origine e quelli al consumo, dove in media per ogni euro speso dal consumatore finale, è stato detto ieri, solo 15 centesimi vanno nelle tasche dell'agricoltore. Solo per fare alcuni esempi -  evidenziano Cia, Confagricoltura e Copagri - le arance sono pagate agli agricoltori il 40% in meno di un anno fa: ovvero 18 centesimi al chilo, contro i 2 euro al supermercato, con un rincaro che dal campo alla tavola tocca il 1111%. E un agricoltore, per pagarsi il biglietto del cinema, deve vendere 30 chili di melanzane che oggi "valgono" 26 centesimi al kg (-61% in un anno), mentre al consumatore vengono proposte a 1,90 euro con un ricarico del 731%.

Le incognite dell'embargo russo
A problemi annosi come questi, si somma la vicenda dell'embargo russo: tra frutta, verdura, carni e prodotti lattieri, il blocco di Mosca alle nostre produzioni agricole è costato finora 355 milioni di euro, con esportazioni "made in Italy" dimezzate in quasi due anni.

Cementificazione del suolo
Le manifestazioni hanno fatto riferimento poi al consumo di suolo agricolo, che negli ultimi decenni è cresciuto dal 3% al 7,3% erodendo 56 ettari di terra al giorno, convertiti in cemento, con effetti preoccupanti per la tenuta idrogeologica del Paese.


Le richieste delle tre organizzazioni

Per sensibilizzare l'opinione pubblica, la politica e le istituzioni le tre organizzazioni hanno consegnato un "documento-piattaforma" di proposte chiare e concrete a sostegno del settore.

Per le organizzazioni agricole, occorre innanzitutto modificare la Pac nella riforma di medio periodo e ripensare radicalmente al suo futuro: accrescere i pagamenti accoppiati ai settori in crisi, rivedere il greening, semplificare radicalmente gli strumenti di gestione del rischio, anche a tutela del crollo dei prezzi.

Poi, bisogna favorire un'economia contrattuale più equa e trasparente, anche sviluppando gli organismi interprofessionali, perché la filiera torni a essere un luogo di creazione di valore, distribuito equamente tra tutte le sue componenti.

In più, è necessario lanciare immediatamente le azioni del Psr, ma anche i vari interventi nazionali discussi da tempo, come le varie misure del Piano latte o di quello olivicolo.

E' altresì importante condurre una completa valutazione di impatto sugli effetti delle concessioni su alcuni mercati e applicare idonee misure di salvaguardia nonché il principio di reciprocità negli scambi commerciali con i Paesi terzi. Questo anche per evitare di importare materiali di propagazione infetti e soprattutto per bloccare l'import di alimenti prodotti con fitofarmaci vietati in Italia e in Europa.



Quanto al rapporto con la Pubblica amministrazione, sottolineata la necessità di riavviare il dibattito e rilanciare il progetto del Ministero dell'Agroalimentare, che unisca le competenze delle Politiche agricole e delle Politiche industriali dell'agro-food, e affrettare l'approvazione del "Collegato agricolo" con i necessari provvedimenti sulla semplificazione burocratica.

Inoltre - sottolineano Cia, Confagricoltura e Copagri - è necessario riformare radicalmente il sistema Agea e degli altri Enti pagatori, superando i ritardi inaccettabili nei pagamenti degli anni scorsi e la totale incertezza sui valori e sui tempi di quelli futuri. Infine, occorre emanare al più presto una legislazione e una programmazione a difesa del suolo per ridurre il suo consumo e assicurare stabilità idrogeologica, salvaguardando e valorizzando il ruolo delle imprese agricole.

Il video della manifestazione a Catanzaro




a cura della Redazione

Altri articoli che potrebbero interessarti: