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giovedì 14 aprile 2016


Barriera al Brennero, «danni da 170 milioni per i trasporti»

La barriera anti-immigrati al Brennero, voluta dall'Austria, preoccupa gli autotrasportatori italiani. Così come l'annuncio del ministero della Difesa austriaco, Hans Doskozil, di effettuare controlli più rigidi sui veicoli in transito al confine italo-austriaco.

"Il ripristino della frontiera al Brennero, perché di questo si tratta a tutti gli effetti, porterà un danno economico per le sole imprese dell'autotrasporto di 170 milioni l'anno, come costi causati dalle maggiori attese al valico, aumento di spesa per il personale e diminuzione dei viaggi e della velocità di consegna”. A stimare con Labitalia i danni economici che la barriera austriaca può causare al settore del trasporto merci è Pasquale Russo, segretario generale di Conftrasporto, confederazione aderente alla Confcommercio.

“Ma non c'è solo questo. È a rischio il valore del totale dell'interscambio commerciale con l'Europa che passa dal Brennero e che ammonta a 140 miliardi di euro".

Insomma, aggiunge il segretario generale di Conftrasporto, "guai a pensare che il ritorno delle frontiere in Austria sia un problema dell'autotrasporto: è un problema di tutta l'Italia". Frenare un sistema che vale 140 miliardi l'anno, ribadisce Russo, "significa far perdere competitività al Paese e per questo ci auguriamo che anche il governo si faccia sentire". Intanto, annuncia Russo, "chiederemo a breve un incontro col ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio".

"Le barriere fisiche che l'Austria sta costruendo ai nostri confini penalizzeranno fortemente l'Italia e il sistema dell'autotrasporto. E se proprio l'Austria vuole istituire dei controlli più stringenti ai fini di prevenire l'immigrazione clandestina, può avvalersi di tecnologie già in uso presso altri Paesi, come i varchi con lo scanner". Così Cinzia Franchini, presidente della Cna Fita, che rappresenta oltre 26 mila imprese dell’autotrasporto.

Su quanto sta avvenendo al valico del Brennero la posizione di Cna Fita è "di condanna", dice senza mezzi termini Franchini che ricorda: "Abbiamo sempre ritenuto Schengen positivo, perché ha consentito la libera circolazione delle merci e delle persone. Ma tenendo presente che all'inizio l'Italia ha sofferto per questo nuovo regime, non vorremmo ora dover soffrire di nuovo per la chiusura delle frontiere verso l'Italia. La nostra economia non gode di ottima salute, la ripresa è debole e, in un Paese dove il 90% di merci viaggia su gomma, la chiusura della frontiera con l'Austria sarebbe molto, molto penalizzante".

Fonte: AdnKronos


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