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martedì 22 settembre 2015


Quando il cocco diventa take-away

Che nel nostro paese la noce di cocco non ricopra un ruolo chiave nei consumi di ortofrutta è cosa nota. Secondo i dati Istat, gli ultimi 10 anni hanno registrato un calo importante nelle importazioni, passate da 6 mila tons nel 2004 a 3 mila nel 2014 (vedi Categoria del Mese Frutta Esotica). Per quanto i prezzi di importazione più che raddoppiati nell'ultimo decennio non abbiano certamente aiutato, rimane il fatto che la richiesta interna fortemente ridotta non sia certo di supporto allo sviluppo della referenza. Input interessanti in tal senso potrebbero arrivarci dall'estero. Un esempio è quanto trovato da Italiafruit in un supermercato Despar delle Isole Baleari.

Superare la barriera "difficoltà" con un aspetto "user-friendly"

Che la facilità di consumo possa influenzare le scelte dei consumatori è piuttosto lampante. Un esempio in tal senso è la mela, la cui semplicità di assunzione certamente ha aiutato il prodotto a raggiungere la vetta del frutto più consumato nel nostro paese. Non si può dire lo stesso della noce di cocco, il cui guscio esterno legnoso non brilla per semplicità di fruizione.
Il brand Bongust, proprietà dell'azienda spagnola Hermanos Fernandez Lopez, ha intrapreso una nuova strada per rendere il cocco di I Gamma attrattivo.



La scelta iniziale è stata quella di proporre un prodotto (semi) confezionato a peso imposto, venduto nel punto vendita rilevato a 2,25 euro a pezzo. Questo ha permesso di giocare sul packaging, tramutatosi in un cestino con maniglia per trasportare agevolmente il frutto. La grafica a colori brillanti, ispirata a detta dell'azienda allo stile caraibico, si snoda attorno all'oblò centrale, il quale oltre a mostrare il prodotto ha l'effetto di far apparire il calibro del frutto, già leggermente inferiore rispetto agli standard, ancora più ridotto.

In un contesto in cui la difficoltà di consumo rimane comunque una condizione intrinseca nel prodotto, ovviata solo dalla IV Gamma, una confezione così attrattiva potrebbe tuttavia aiutare nella penetrazione. La simpatica modalità di trasporto unita alle dimensioni inferiori del frutto donano infatti al cocco commercializzato dell'azienda spagnola un aspetto più "user-friendly", sicuramente interessante nel vincere la barriera d'acquisto.

Copyright 2015 Italiafruit News


Vanessa Niemants
Marketing Specialist

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