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giovedì 6 agosto 2015


I fondi dei Psr rischiano di tornare a Bruxelles

La Rete Rurale Nazionale ha reso disponibili sul web le performance di spesa delle Regioni d'Italia sui rispettivi Programmi di sviluppo rurale 2007-2013 aggiornate al 30 giugno scorso.

I vecchi Psr dovranno completare il ciclo di spesa entro il 31 dicembre di quest'anno. A preoccupare – più del solito – è l'andamento della spesa pubblica nelle Regioni meridionali in Obiettivo Convergenza, dove l'avanzamento complessivo della spesa pubblica è attestato al 81,65%, contro l'87,35% delle Regioni del Centro-Nord che sono tutte concentrate nel pattuglione Competitività. Su 17,6 miliardi di spesa pubblica assegnata all'Italia, l'avanzamento complessivo della spesa è dell'84,95%, non sostanzialmente migliorato rispetto all'82,27% registrato lo scorso 31 marzo.
 
Entro il 31 dicembre prossimo alle Regioni del Centro Nord e alla Sardegna restano da spendere un miliardo e 346 milioni, con appena 603,8 milioni in quota Fondo europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale a rischio disimpegno, pari al 13,13% del totale. Queste Regioni partivano da una dotazione iniziale di 10 miliardi e 245 milioni di spesa pubblica, 4,6 dei quali in quota Feasr.

Entro questa stessa data alle Regioni del Sud toccherà documentare spesa pubblica per oltre un miliardo e 335 milioni di euro, con 791,9 milioni di quota Feasr a rischio disimpegno automatico, pari complessivamente al 18,23% del totale. Queste Regioni partivano da una dotazione iniziale di 7 miliardi e 333 milioni di spesa pubblica, 4,3 dei quali in quota Feasr.

"L'analisi dei dati evidenzia, soprattutto per talune Regioni in Convergenza, la necessità di incrementare le rispettive capacità di spesa per evitare il disimpegno automatico delle somme al 31 dicembre 2015 – è scritto nel report pubblicato da Rete Rurale Nazionale, che puntualizza - al contrario, per taluni Psr (in particolare Provincia Autonoma di Bolzano e Valle d'Aosta), l'obiettivo di spesa sembra essere prossimo".
Rrn sottolinea anche che "la verifica delle spese sostenute nel mese appena trascorso consente di evidenziare la buona performance delle Regioni Sicilia (15,9 milioni di euro) e, a seguire, Emilia Romagna (10,6 milioni di euro) e Veneto (8,8 milioni di euro)."

Tra le Regioni che sicuramente invece preoccupano c'è la Campania, che aveva tenuto tutti con il fiato sospeso fino alla fine negli ultimi due anni: entro il 31 dicembre dovrà darsi da fare, generando spesa pubblica per 361,9 milioni di euro, tali da assorbire 222,1 milioni di quota Feasr, che ad oggi è non spesa per il 20,00% della dotazione iniziale. Allo stato la Campania è la Regione con il maggior arretrato nella spesa dei fondi europei per l'agricoltura in valore assoluto, mentre è terza in termini relativi, dopo Basilicata e Abruzzo.

Un'altra Regione considerata a rischio è la Basilicata, che è già andata in disimpegno automatico nel 2013 e nel 2014: e che in meno di sei mesi dovrà spendere solo di quota comunitaria 90,3 milioni di euro, il 23,50% della dotazione iniziale. Una cifra non da poco se raffrontata alla spesa pubblica necessaria a generarla: ben 156,9 milioni di euro.

Autore: Mimmo Pelagalli 

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Rete Rurale Nazionale



a cura di AgroNotizie

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