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mercoledì 19 novembre 2014


Zuegg, marmellata globale con frutta da filiera controllata

Marmellata globale con frutta locale: è l’ambizioso progetto di Zuegg che, come riporta l’ultimo numero del Corriere Economia,  punta ad un’acquisizione nel Nordamerica per fare il grande salto e diventare un brand senza confini. Senza tradire le proprie radici: proprietà familiare e prodotti naturali. Nonostante i numeri parlino di una realtà di tutto rispetto: una proiezione di fatturato 2014 di 257 milioni di euro (167 dei quali derivanti dal mercato italiano, 40 dalla Germania, 26 dalla Francia e 21 dalla Russia) in crescita del 6% sul 2013; 22 milioni di chili di frutta lavorata; 540 persone impiegate in sei stabilimenti (Verona, dove è ubicato il quartier generale, Avellino e il resto all’estero: due in Germania uno in Francia e Russia); tre settori storici ossia le marmellate, i semilavorati di frutta per l’industria dello yogurt e i succhi di frutta con il marchio Skipper.

Nelle marmellate Zuegg è leader di mercato in Italia insieme alla Rigoni di Asiago. All’estero insegue due player-colosso come la Bonne Maman del gruppo francese Andros e la Schwartau del gruppo svizzero Hero. Nei succhi i competitor di Skipper sono Parmalat, Tropicana (Pepsi) e Innocent (CocaCola).

“Sappiamo tutto sulla frutta, ma altre cose no", ha detto al Corriere Economia Oswald Zuegg, esponente della quarta generazione, presidente e amministratore delegato del gruppo, fautore del processo di internazionalizzazione.

Dopo aver aperto quattro anni fa uno stabilimento in Russia con un investimento di 35 milioni, il nuovo obiettivo è comperare uno stabilimento negli States: “Siamo già sugli scaffali di Wal-Mart, ma le confetture non si possono esportare bisogna farle sul posto”, aggiunge l’amministratore delegato.

E dopo gli Usa e la Russia l’espansione potrebbe proseguire in Africa, poi in Asia: “Nel 2020 potremo arrivare a triplicare il fatturato con 2 mila persone assunte”, lo Zuegg pensiero. “Investiamo per crescere dove altri se ne vanno e dove abbiamo opportunità di fare bene».

In questo "fare bene”, sottolinea il Corriere Economia, rientra il controllo di tutta la filiera della frutta, l’integrazione "forzata" verso il basso. "La frutta che lavoriamo e confezioniamo viene coltivata in campi di nostra proprietà (eccetto gli ananas) ed entra negli stabilimenti poche ore dopo la raccolta. Il 60% delle nostre marmellate è costituito dalla materia prima, nei semilavorati invece la percentuale è dell’80%".

Zuegg è un family business e rimarrà tale: non sono previsti soci terzi né la quotazione. Alla fine degli anni Novanta Oswald liquidò il cugino Helmut Zuegg, che era amministratore delegato e azionista di minoranza. Nessun volo pindarico sul piano finanziario: "Non andiamo in Borsa perché se dovessimo remunerare il capitale saremo in difficoltà. L’azienda si autofinanzia, deve investire oggi per esserci tra 20 anni».

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