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martedì 18 novembre 2014


Gullino: kiwi di qualità elevata, +25% la produzione

Produzione in aumento del 25% rispetto alla scorsa campagna, qualità molto buona: gli elementi per affrontare con ottimismo la stagione 2014-2015 ci sono tutti, in casa Gullino, anche se insidie e incognite non mancano. “La maggior parte della nostra produzione, il 60% circa proviene da Latina, il 30% dal Piemonte e il 10% restante da Veneto ed Emilia Romagna”, spiega a Italiafruit News Giovanni Gullino (nella foto), direttore generale dell’omonima azienda piemontese specializzata nell’export del frutto.

“Dalle prime analisi sul prodotto raccolto nella zona di Saluzzo (Cuneo) registriamo dai 16 fino a 18% di drymeter e Latina sta procedendo su valori in media ancora più alti; i quantitativi sono più alti del 25% rispetto allo scorso anno per le nostre aziende e confidiamo in un’ottima qualità del prodotto, risultato di monitoraggi attenti e campionamenti costanti che ci permettono di orientare al meglio le produzioni”.

Insidia greca

Al momento sul mercato l’insidia maggiore è rappresentata dall’offerta greca: “Il Cile ci ha lasciato spazio terminando con un mese di anticipo la sua produzione ma ora avvertiamo  la concorrenza della Grecia che, con la chiusura del mercato russo, si trova a dover riposizionare gran parte della produzione sul resto dell’Europa e soprattutto in Germania ci sta limitando lo spazio”, dice Gullino.
“Non bisogna comunque spaventarsi ma difendere il prodotto, visto che quest'anno l'Italia può vantare frutti di ottima qualità e numerosi mercati di sbocco”.

In progresso Cina, Stati Uniti e Canada

Ma qual è la situazione sui mercati esteri vecchi e nuovi? “Parlando di esportazioni non ci sono mercati più promettenti di altri ma tipologie di clienti che richiedono e valorizzano meglio il prodotto italiano, certificato e con determinate specifiche di qualità. ?I mercati  asiatici stanno crescendo molto, la Cina poi in modo esponenziale: è un grande consumatore di kiwi e la guardiamo con grande interesse, anche se il mercato andrà sondato e conosciuto meglio nel giro dei prossimi due anni. Anche il Nord America sta sviluppando ogni anno di più l’interesse per il kiwi italiano; la nostra realtà è molto presente sia negli Stati Uniti che in Canada”.


 
Quanto incide sui programmi produttivi aziendali la Batteriosi? “Non esiste una soluzione pronta all'uso che permetta di liberare il settore dei kiwi da questa fitopatia, tuttavia abbiamo imparato a convivere con essa combattendola. In questa stagione i risultati sono stati incoraggianti e siamo quindi fiduciosi”.
 

Erga omnes, un punto di partenza

Per concludere una battuta sull’erga omnes: “La firma del decreto  è un punto di partenza importante ma, perché l'accordo interprofessionale diventi una vera guida per gli operatori, dovrebbe essere ulteriormente approfondito, visto che il kiwi risente moltissimo della situazione climatica e presenta caratteristiche e parametri differenti nei vari areali geografici che andrebbero di volta in volta considerati. Anche le varietà precoci non sono tutte uguali così come le pratiche di ogni singolo operatore”.

“L’obiettivo comune, in sostanza - conclude Gullino -  deve essere quello di arrivare al consumatore con livelli qualitativi eccellenti. Sulla raccolta in campagna l’argomento è più complesso e richiederebbe approfondimenti”.

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