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giovedì 23 ottobre 2014


Aranciate: sì del Parlamento al 20% minimo di succo

Uno storico successo per l'Italia viene dall'approvazione definitiva da parte del Parlamento dell'articolo 17 della legge comunitaria per la quantità minima di succo nelle bibite a base d'arancia che passa finalmente dal 12 al 20%, con effetti positivi per i consumatori e per i frutteti italiani. È quanto afferma la Coldiretti nell'esprimere apprezzamento per l'approvazione definitiva dell'Aula della Camera della legge comunitaria che contiene importanti norme salva Made in Italy a tavola, dallo stop all'aranciata senza arance all'obbligo del tappo antirabbocco per i contenitori di olio extra vergine di oliva serviti in tutti i pubblici esercizi per evitare frodi ed inganni.

"È stata sconfitta la lobby delle aranciate senza arance - afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo (nella foto) - che pretendeva di continuare a vendere acqua come fosse succo. Grazie alla nuova norma duecento milioni di chili di arance all'anno in più saranno "bevuti" dai 23 milioni di italiani che consumano bibite gassate". Una decisione che concorre a migliorare concretamente la qualità dell'alimentazione e a ridurre le spese sanitarie dovute alle malattie connesse all'obesità, fenomeno in forte aumento.

Non va peraltro dimenticato l'impatto economico sulle imprese agricole, poiché l'aumento della percentuale di frutta nelle bibite potrebbe salvare oltre 10 mila ettari di agrumeti italiani, con una estensione equivalente a circa ventimila campi da calcio, situati soprattutto in regioni come la Sicilia e la Calabria.

Ad oggi, per ogni aranciata venduta sugli scaffali a 1,3 euro al litro agli agricoltori vengono riconosciuti solo 3 centesimi per le arance contenute, del tutto insufficienti a coprire i costi di produzione e di raccolta. Una situazione che alimenta una intollerabile catena di sfruttamento che colpisce lavoratori, agricoltori ed i trasformatori attenti al rispetto delle regole.

Fonte: Coldiretti


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