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uva tavola giovedì 17 luglio 2014


Uva da tavola, meno prodotto ma aspettative positive

In Puglia la campagna dell'uva da tavola sta per entrare nel pieno della raccolta, con buone aspettative di mercato per la seconda e terza parte della stagione.

Nicola Giuliano, titolare della Giuliano Puglia Fruit, dichiara: "Nella nostra zona stiamo cominciando a raccogliere l'uva Vittoria e le prime varietà senza semi, registrando un ritardo di circa dieci giorni rispetto ad un'annata normale". Tale ritardo non dovrebbe inficiare sull'andamento di mercato, anche perché, come spiega Giuliano, "quest'anno la mancanza di fertilità nel periodo del germogliamento porterà alla riduzione dei quantitativi sulle piante sia per le uve con seme (-20% rispetto al normale) sia per quelle seedless (-30%)".

"Stimiamo che il 50% del prodotto precoce che andremo a raccogliere sarà di ottima qualità, mentre  l'altro 50% avrà una qualità media; per le uve più tardive, come la varietà Italia, il 100% della raccolta dovrebbe risultare di ottima qualità" prosegue Giuliano.



Nicola Giuliano


L'imprenditore sottolinea inoltre che Spagna e Grecia, principali competitor del Mediterraneo, mostrano la stessa situazione produttiva dell'Italia: "In generale, l'annata 2014 non è di piena produzione, soprattutto per le uve tardive". Pertanto, Giuliano prevede che gli operatori pugliesi possano "fare una buona campagna commerciale nella seconda e terza parte della stagione, potendo contare su un prodotto di alta qualità" da piazzare sul mercato nazionale e internazionale.





Secondo Giuliano la Germania, che rimane il primo estero di riferimento per l'azienda di Turi (Ba), ha compiuto una svolta nel consumo di uve da tavola, cominciando a preferire l'uva senza semi rispetto a quella tradizionale. "Questa tendenza – sottolinea – si registra anche nei Paesi del Nord Europa (Inghilterra, Norvegia e Irlanda) che, da sempre, preferiscono le uve più chiare (o incolore) dando quindi poca importanza al colore giallo degli acini". Al contrario in Italia, Spagna e Francia, quali Paesi con consumatori più tradizionalisti, ma anche in Belgio e Olanda, "l'uva senza semi continua a rimanere una nicchia di mercato": nel Belpaese, per esempio, "vale soltanto il 10% dei consumi totali di uve". Le due categorie di uve, aggiunge Giuliano, "oggi hanno lo stesso posizionamento di prezzo, contrariamente a quanto accadeva negli anni scorsi".





Sul fronte varietale, infine, il titolare dell'azienda segnala che sono state introdotte nuove cultivar californiane, come Sophia Seedless, Midnight Beauty Seedless e Autumn Crisp, con l'obiettivo di raggiungere la piena produzione nei prossimi due-tre anni.
 
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