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mercoledì 11 giugno 2014


«Breeding e drupacee, grandi miglioramenti per l'albicocco»

International Plant Selection è un'azienda francese con sede a Montelimar (Sud di Lione) fondata e tuttora diretta dalla famiglia Darnaud. Fin dalla nascita, l'impresa si è specializzata nella selezione di drupacee, ovvero, pesco e nettarine, susino, ciliegio ed albicocco, avvalendosi della collaborazione dei più importanti breeder mondiali: Zaiger Genetics in California (pesche e nettarine), Plant Improvement Corporation (PICO) a Summerland in Canada (ciliegio) ed M.F. Bois in Francia per le albicocche. Edwige Remy, responsabile Settore Ricerca e Sviluppo Italia IPS, ha raccontato a ItaliaFruit News, le dinamiche riguardanti il breeding delle drupacee.

Pattuelli - Il miglioramento genetico delle drupacee è in notevole fermento, non solo per le colture più importanti come pesco e nettarine, ma anche per albicocco, ciliegio e susino. Quali sono gli obiettivi della vostra attività di breeding? Quali le nuove tendenze?

Remy - L'albicocco è probabilmente la coltura che, negli ultimi anni, ha visto gli effetti più eclatanti dell'intensa attività di miglioramento genetico. Infatti, la nostra serie Carmingo ha consentito l'ampliamento del calendario di maturazione fino a settembre, cosa impensabile fino a pochi anni fa. I cardini dei nostri selezionatori sono: autofertilità, colore dell'epidermide ed elevata qualità organolettica. Per quanto riguarda pesco-nettarine, Floyd Zaiger non necessita di presentazioni e la sua gamma è caratterizzata da elevata omogeneità, buona pezzatura e produttività, rosso intenso su tutta l'epidermide e dalle ottime qualità gustative. Un carattere che sta diventando e che sarà sempre più importante per tutte le specie è la resistenza alle malattie, Sharka in particolare.



Nella foto Pricia nuova varietà d'albicocco edita da IPS
.

Pattuelli - Selezionare una varietà richiede tempo e denaro: a livello pratico come ottimizzate la gestione? In quali Stati siete presenti?

Remy - Selezionare e testare una nuova varietà necessita almeno di 6/10 anni di sperimentazione. Ogni anno le nostre selezioni sono valutate in due siti, Montelimar e Murcia (Spagna) in condizioni diametralmente opposte, consentendoci di esplorare il potenziale della cultivar nei diversi ambienti. Questo è fondamentale in quanto riusciamo a simulare condizioni climatiche simili a quelli dei principali Stati in cui siamo presenti, ovvero, Spagna, Italia, Francia, Grecia e Marocco. Naturalmente sono mercati molto diversi e trovare varietà che si adattino a tutti gli ambienti non è semplice, oltre al fatto che è molto complicato nella gestione in campo. In linea di massima cerchiamo di selezionare cultivar rustiche con una buona adattabilità ambientale; logicamente, abbiamo anche selezioni "low chilling" che si adattano ad ambienti meridionali ed altre più adatte a zone nordiche. Inoltre, un aspetto fondamentale che stiamo implementando è la visita in campagna delle nostre nuove cultivar che consente di spiegare, a frutticoltori e tecnici, non solo le caratteristiche della varietà, ma soprattutto la corretta gestione agronomica della cultivar in quella determinata zona.

Pattuelli - Da sempre il contrabbando varietale, è per i costitutori di nuove varietà, la problematica più gravosa. Qual è lo stato attuale? Riuscite a limitarne l'entità?

Remy - La problematica dell'utilizzo illegale delle nostre varietà è presente, con diverse forme, in tutti gli Stati dove commercializziamo le nostre selezioni. L'entità media di questa pratica, va dal 10-20% fino al 50-60% in alcune zone. Tale usanza, non danneggia solo IPS come editore varietale, in quanto il suo profitto proviene principalmente dalle royalty, ma anche lo stesso produttore il quale utilizza piante non certificate correndo enormi rischi dal punto di vista sanitario. Dal canto nostro per cercare di limitare il contrabbando, collaboriamo con Proplanta, un organismo di controllo varietale e Sicasov, l'organismo di fatturazione di IPS; abbiamo inviato una missiva ai supermercati per sensibilizzarli alla problematica; effettuiamo controlli su tutta la filiera, avvalendoci anche di analisi del DNA. Sicuramente la nostra attività di sensibilizzazione in concerto coi vivaisti potrà debellare questa pratica diffusa in tutti gli Stati.



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